AUTO «ALLA SPINA»

Tesla delude le attese, nuovi ritardi per la Model 3. Titolo giù ma le vendite continuano ad aumentare

di M. Cianflone e C. Canali

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(Afp)


3' di lettura

La Model 3, la media elettrica firmata Tesla. L’auto che dovrebbe portare a quadruplicare le vendite di Tesla è ancora in ritardo, ma la produzione cresce. La marca californiana ha infatti rimandato al secondo semestre 2018 l'obiettivo di arrivare ad un ritmo produttivo settimanale di 5mila Model 3. Intanto, però, la casa guidata da Elon Musk conferma che per la fine di marzo sarà raggiunto comunque il target settimanale di 2.500 Model 3 prodotte. E questo è un dato positivo, visto che nelle scorse settimane la cadenza produttiva era di circa 250 unità alla settimana.

Da considerare poi il nuovo trimestre record, quello finale del 2017 per Tesla con 15.200 Model S, 13.120 Model X, ma solo1.550 Model 3 vendute per una totale di 29.870 Tesla pari ad un aumento del 27% rispetto al quarto trimestre del 2016, il migliore trimestre di sempre del brand californiano. L'ulteriore ritardo potrebbe finire per penalizzare Tesla in Borsa, vista l'ormai evidente sfiducia di numerosi investitori. Il titolo nelle ultime settimane è già sceso dal picco di 350 a 317 dollari al Nasdaq.

Produzione su del 33% nel 2017
Inoltre la produzione a fine 2017 è stata di 101.312 unità pari al 33% in più rispetto al 2016. Numeri di produzione e non di consegne destinati, però, a “pesare” sulle vendite del primo trimestre 2018 in queste misure: 2.520 le berline fra S e X non ancora consegnate, ma solo 860 le Model 3. Tesla conferma, poi, che negli ultimi sette giorni lavorativi del 2017, ha prodotto 793 unità di Model 3 e che ha raggiunto un tasso di produzione di oltre 1.000 Model 3 alla settimana. Col risultato che da 3 dal 9 dicembre Tesla ha prodotto tante Model 3 quante ne aveva prodotte negli ultimi quattro mesi del 2017. I continui ritardi nelle consegne di Model 3 lasciano, tuttavia, intendere che il monopolio di Tesla tra le auto elettriche premium sta vacillando.

Dopo essere diventata leader del settore delle elettriche a causa della mancanza di concorrenti, per la casa di Elon Musk la sfida ora si fa davvero dura. Tesla si trova sotto un fuoco incrociato: da una parte i costruttori tradizionali di vetture di lusso che spingono sull'elettrificazione, dall'altra i generalisti che aggrediscono la fascia media delle auto alla spina. Le case europee sono partite in sordina in materia di veicoli a zero emissioni ma sono al lavoro già da diversi anni per presentare intere gamme di veicoli prive motore termico a lunga autonomia. Partendo da Bmw che ha annunciato 25 modelli elettrificati di cui 12 full electric entro il 2025, il costruttore di Monaco di Baviera ha svelato all'ultima edizione del Salone di Francoforte la concept i Vision Dynamics che con 600 km di autonomia e prestazioni da sportiva sfida apertamente la Tesla Model S.

I progetti in ballo, da Mercedes fino a Porsche
Passando a Mercedes l'attenzione all'elettrico è talmente alta da aver creato una gamma specifica battezzata EQ portata al debutto dal suv EQ Concept nel 2016 e dalla EQ A concept accreditata di un'autonomia di 400 km. In totale saranno 10 i modelli full electric presentati dalla Stella entro il 2022, mentre a partire dal 2020 la Smart sarà solo elettrica. Venendo al Gruppo Volkswagen, grazie a un investimento da 20 miliardi (34 se si considera l'intero perimetro) , arriveranno 80 modelli elettrificati fino al 2030 con il lancio della I.D Crozz II con 500 km di autonomia nel 2021. Nel 2020 debutterà anche la Porsche Mission E, supersportiva elettrica in vendita a circa 120mila euro. In casa Jaguar e Land Rover arriverà il suv elettrico Jaguar I-Pace in arrivo nel 2018 e dal 2020 tutti i modelli saranno ibridi o EV.

Altro elemento di competizione arriverà dalla distribuzione di energia elettrica, ad oggi principale limite per l'espansione delle auto EV. Se da una parte Tesla ha realizzato la rete Supercharghed, con la nascita di Ionity Bmw, Daimler, Ford e Volkswagen realizzeranno una rete paneuropea di ricarica veloce con 400 stazioni entro il 2020 dotate di una capacità fino a 350 kW contro i 120 kW di Tesla.

Da non dimenticare anche gli investimenti in materia di batterie, a partire dai 200 milioni di euro investiti da Bmw per la realizzazione di un centro di ricerca operativo da inizio 2019 o per i 200 ingegneri, con Toyota al lavoro sulle batterie allo stato solido che sembrano essere molto promettenti.

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