Auto elettrica e materie prime

Tesla fa la spesa nel Pacifico, accordo da 42mila tonnellate di nickel

Contratto in Nuova Caledonia con Prony Resources. Per i produttori è una priorità assoluta garantirsi forniture sufficienti di materie prime

di Alberto Annicchiarico

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2' di lettura

Tesla prosegue con metodo il processo di accaparramento alla fonte delle materie prime per produrre le batterie destinate alle sue automobili. Dopo avere annunciato in giugno che metterà in conto una spesa di un miliardo di dollari all’anno per le forniture di litio in Australia, ha chiuso un accordo sul nickel in Nuova Caledonia, nel sud Pacifico, a est della città australiana Brisbane. Il contratto con Prony Resources prevede l’acquisto di 42mila tonnellate di nichel nel quadro di un piano pluriennale, un patto che renderà la società mineraria un fornitore chiave del metallo per il produttore di auto elettriche californiano.

Prony, che quest’anno ha acquistato le operazioni in perdita nel territorio d’Oltremare francese dalla brasiliana Vale, ha aggiunto che mira a produrre 44mila tonnellate di nichel entro il 2024, il doppio rispetto a quanto previsto per il 2021. La Nuova Caledonia è accreditata di possedere il 25% delle scorte mondiali di nickel. Dai processi di estrazione si ottengono carbeni N-eterociclici, composti dal 37% di nichel e dal 2 al 3% di cobalto.

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Per i produttori di veicoli elettrici è una priorità assoluta sul fronte dei costi e della certezza degli approvvigionamenti garantirsi forniture sufficienti di materie prime, in questo caso di nichel, sostenibili e a basso tenore di carbonio (ma per il momento l’energia che alimenta la miniera proviene da una centrale a carbone; l’obiettivo di Prony è essere carbon neutral entro il 2040 grazie al solare). L’accordo renderà Tesla di gran lunga il più grande cliente di Prony, ha dichiarato il ceo Antonin Beurrier. Il volume di 42mila tonnellate è indicativo e potrebbe variare, ha affermato, rifiutandosi di specificare la durata o altri dettagli dell’accordo. L’accordo di fornitura con Tesla è stato negoziato dal trader di materie prime Trafigura, società svizzera, azionista di Prony Resources al 19%, e firmato il mese scorso.

I brasiliani di Vale avevano rilevato la miniera nel 2007 con un’acquisizione multimiliardaria nella speranza di aumentare la produzione a 40mila tonnellate di nichel all’anno. Il progetto è stato ostacolato dai locali, che sono arrivati anche al sabotaggio degli impianti. La miniera ha quindi causato perdite a Vale per l’instabilità della produzione e l’incertezza sul futuro. Infine la vendita a inizio 2021 al consorzio che vede tutelati gli interessi caledoniani: controllano il 51%, di cui il 30% con la SPMSC - Societé de partecipations minières du Sud Caledonien, 50% delle province del Nord e 50% dalla provincia del Sud- e il 21% diviso tra i dipendenti di Prony Resources (12%) e la popolazione locale (9%). La Compagnie Financière de Prony, che riunisce investitori industriali, clienti e il management di Prony Resources, è azionista al 30%.

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