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Tesla, guida autonoma dal 2019 e robotaxi dal 2020. Fantascienza o realtà?

di Simonluca Pini


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3' di lettura

Una flotta di robotaxi a marchio Tesla a partire dal 2020 e un innalzamento del livello di guida autonoma entro la fine di quest'anno. Elon Musk svela le sue carte per il futuro in occasione dell'Autonomy Day, dove ha presentato il nuovo Full Self-Driving (Fsd) e annunciato il lancio di una flotta di robotaxi dal 2020. “In un anno da oggi avremo più di un milione di auto interamente autonome'' ha sottolineato Musk alzando il velo su un nuovo microchip sul quale Tesla scommette per le auto senza guidatore, dove non è necessario l'intervento umano in caso di emergenza. L'annuncio è stata anche l'occasione per Musk per bocciare la tecnologia radar Lidar, quella usata dalle rivali nello sviluppo delle auto autonome.

Tesla, guida autonoma di livello 4
Musk ha precisato che entro la fine del 2019 tutte le Tesla dotate dei nuovi chip permetteranno al guidatore di staccare le mani dal volante per tutta la durata dei tragitti in modalità driverless, lasciando così il controllo dell'auto al nuovo chip. Completamente progettato dagli ingegneri del marchio californiano, il nuovo hardware è nato sostituire quello a marchio Nvidia è già montato su tutte le Model S e Model prodotte da marzo e sulle Model 3 costruite da inizio aprile. Per chi possiede modelli costruiti in precedenza, il pacchetto Full Self Driving si potrà abilitare aggiornando le vetture con un retrofit ad un costo di circa 5.000 dollari (4.442 euro). Grazie a 12 sensori a ultrasuoni, otto telecamere e un radar anteriore per generare circa 2,5 miliardi di pixel ogni secondo, processati dai sei miliardi di transistor presenti nella nuova unità di calcolo, il sistema garantirà un Livello 4 Sae per quanto riguarda la guida autonoma, ad oggi già testato su concept Hyundai e Audi ma soprattutto vietato dal Codice della Strada. Infatti, ad esempio, modelli Audi A8 e A7 potrebbero viaggiare in modalità 3 ma il sistema è stato disattivato. Resta quindi da capire le reali tempistiche e applicazioni dell'annuncio fatto da Musk.

Robotaxi dal 2020
Alta novità firmata Tesla riguarderà una flotta di robotaxi, ovvero mezzi senza piloti in grado trasportare persone in totale autonomia. Dal prossimo anno l'azienda di Palo Alto, dove le leggi lo permetteranno, inaugurerà un nuovo servizio di ride hailing a guida autonoma. La flotta vedrà i modelli Tesla riconsegnati dai clienti al termine dei leasing abilitati alle nuove funzioni tramite aggiornamenti over the air. Aggiornata anche l'applicazione per il controllo delle vetture da remoto, in grado di funzionare per rintracciare e prenotare un veicolo. La novità dei robotaxi porterà un guadagno per i proprietari dei veicoli (sempre se potranno condividere la propria auto quado non viene utilizzata). Tesla ha stimato un profitto lordo di circa 30.000 dollari (26.654 euro) all'anno per ogni auto considerando per ogni vettura una vita media di circa 11 anni. La cifra è calcolata con una percorrenza media di 90.000 miglia (144.841 km) ogni 12 mesi con 16 ore al giorno di attività a una velocità media di 16 miglia orarie (26 km/h) più otto ore di ricarica, con la metà del tempo senza clienti a bordo.

Realtà o fantascienza?
Visto i tanti annunci fatti da Musk, spesso non rispettati soprattutto sul fronte temporale, qualche dubbio è nato anche tra gli investitori come confermano le azioni scese il giorno dopo l'Investor Day. Partendo dall'innalzamento della guida autonoma, raggiungere un livello 4 entro la fine dell'anno è sicuramente possibile in ambiente protetto ma di maggiore difficoltà in un contesto di traffico caotico. Con la dicitura Autopilota il marchio californiano ha trasmesso un messaggio a volte sbagliato, ovvero quello di realizzare vetture in grado di guidare in maniera autonoma. Altri dubbi arrivano dalla flotta di robotaxi, sicuramente interessante sotto il profilo tecnologico e economico ma complessa in materia normativa e assicurativa. A tutto questo bisogna aggiungere lo scenario della concorrenza, con i marchi tedeschi sempre più impegnati a presentare modelli a zero emissioni e i costruttori cinesi pronti alla sfida dell'elettrico.

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