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Batterie, Tesla verso l’addio al cobalto con l’aiuto della Cina

Il gruppo di Elon Musk sarebbe in trattative avanzate con il gigante cinese CATL per dotare di batterie senza cobalto le auto elettriche Model 3 prodotte nella Gigafactory di Shanghai

di Sissi Bellomo


Tesla mette il turbo in Borsa: è una bolla o la scommessa del futuro?

2' di lettura

Nel mondo dell’auto elettrica si prepara la rivoluzione: Tesla si avvia ad abbandonare le batterie a base di cobalto, almeno nella Model 3 appena entrata in produzione in Cina.

L’indiscrezione (perché di questo ancora si tratta) è stata presa sul serio dal mercato: sul listino di Shanghai i titoli di China Molybdenum e Huayou Cobalt hanno accusato perdite vicine al 10%.

Più cauta la reazione alla Borsa di Londra dove Glencore – primo fornitore mondiale di cobalto, che estrae nella Repubblica democratica del Congo – sta in realtà recuperando quasi il 2% dopo il tonfo seguito alla diffusione del bilancio 2019, in rosso per la prima volta da 4 anni.

Il gruppo di Elon Musk, secondo fonti Reuters, sarebbe in trattative avanzate con la cinese CATL per rifornire la gigafactory di Shanghai con batterie “cobalt free”. La scelta sarebbe caduta su accumulatori Litio-Ferro-Fosfato (LFP) invece di quelli più comunemente utilizzati nelle auto elettriche: di solito Nickel-Cobalto-Alluminio (NCA) o Nickel-Manganese-Cobalto (NMC).

Tesla già da tempo sta lavorando per ridurre il contenuto di cobalto nelle batterie delle sue auto elettriche: nel 2018 la società californiana affermava di aver più che dimezzato l’impiego di questo metallo rispetto a quanto ne utilizzava nei primi modelli messi sul mercato e di puntare ad impiegarne «quasi nulla».

Il prezzo del cobalto era più che raddoppiato tra il 2016 e il 2018 a causa di speculazioni e sul timore di carenze, che per ora tuttavia non si sono manifestate. In seguito il prezzo è crollato, addirittura con ribassi a doppia cifra percentuale l’anno scorso, ma si teme possa tornare a correre con una maggiore diffusione dei veicoli elettrici.

Una delle fonti Reuters sostiene che le nuove batterie cinesi di Tesla costerebbero almeno il 10% di quelle impiegate dai concorrenti, anche se ci vorranno degli accorgimenti tecnici per aumentarne la densità e la sicurezza. Per risolvere i problemi CATL si sarebbe orientata verso la cosiddetta tecnologia “cell-to-pack”.

Il cobalto è anche sotto accusa per motivi etici, in particolare per lo sfruttamento dei minatori – spesso bambini – nel Congo, da cui proviene oltre il 60% delle forniture globali. Proprio Tesla, insieme ad Apple, Microsoft, Alphabet e Dell, di recente è stata denunciata da una ong negli Stati Uniti con l’accusa di avere consapevolmente impiegato cobalto insanguinato.

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