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Tesla maglia rosa della market cap dell’industria Usa

Supera anche Boeing, gravata dai problemi di sicurezza del 737 Max oltre che dall’impatto del coronavirus

di Marco Valsania


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(AFP)

3' di lettura


New York - Se le perdite a Wall Street non risparmiano nessuno, qualcuno viene punito più di altri. E questo, nella corsa a limitare i ribassi in un mercato ormai dell'Orso per il Dow Jones, rivoluziona i vertici delle classifiche della capitalizzazione di mercato della Corporate America. E' accaduto con il sorpasso messo a segno adesso da Tesla ai danni non più solo di altre tradizionali case d'auto rivali, bensì d'un altro storico gigante manifatturiero, il leader aerospaziale Boeing. Così facendo ha anche tagliato un altro traguardo: è diventata maglia rosa per valore in Borsa dell'intero settore industriale degli Stati Uniti.


Tesla ha perso ieri terreno, circa il 4 per cento. Boeing, martoriata dal vuoto di nuovi ordini da parte delle compagnie aeree per il coronavirus e dai continui problemi nel sanare le tecnologie di sicurezza, è invece caduta del 14 per cento. Risultato: il leader dei veicoli elettrici e hi-tech a fine giornata ha vantato 114 miliardi di market cap; il gigante dei velivoli ha dovuto accontentarsi di 110 miliardi.


I rovesci di Boeing
Il collasso di Boeing, nonostante recenti cambi della guardia sulla poltrona di amministratore delegato, ha visto le sue quotazioni scivolare ai minimi da oltre due anni. Ad aggravare le preoccupazioni sull'azienda ha contribuito la notizia che avrebbe deciso di utilizzare l'intero ammontare della linea di credito concessale di recente dalla banche, pari a 13,825 miliardi di dollari, fin da venerdì. “Il 2020 si sta rivelando difficile per il nostro business”, hanno ammesso ieri il chief executive David Calhoun e il direttore finanziario Greg Smith in un messaggio ai dipendenti. “Accanto al lavoro da svolgere per far tornare in servizio in condizioni di sicurezza il 737 Max e all'impatto finanziario della pausa nella sua produzione, adesso facciamo i conti con il trauma economico globale generato dal Covid-19”, hanno aggiunto. In gennaio l'azienda non ha riportato nuovi ordini e in febbraio solo 18, per grandi velivoli. Nei primi due mesi ha subito cancellazioni d 43 ordini per il Max 737.


La traettoria discendente delle sue azioni è stata inesorabile dal marzo dell'anno scorso, quando il nuovo nuovo modello 737 Max è stata bloccato a terra dalle autorità governative americane e internazionali per difetti nelle tecnologie di pilotaggio automatico parsi decisivi in due tragedie dei cieli, in Indonesia e in Africa, che costarono la vita ad oltre 300 persone. Da quel momento ad oggi le quotazioni si sono nei fatti dimezzate.
Successive inchieste hanno portato alla luce altre mancanze al di là dei software di bordo, che hanno continuato a ritardare un rientro in servizio del velivolo best seller del gruppo, al momento previsto in estate. Ancora nelle ultime ore le autorità Usa della Faa hanno respinto proposte dell'azienda di preservare criticati sistemi elettrici considerati a rischio di cortocircuiti. La pandemia globale di Covid-19 ha di recente scatenato bufera sull'intero settore dei viaggi, dalle compagnie aeree ai produttori. Per tutta risposta alla doppia sfida Boeing avrebbe deciso secondo indiscrezioni, di congelare nuove assunzioni e straordinari. Esclusi per ora tagli dei posti di lavoro.


L'espansione di Tesla
Tesla, da parte sua, ha limato oltre il 30% del suo valore di Borsa dai massimi, sacrificato all'avversione al rischio innescata dal timore delle ripercussioni del virus su economia e business. Ma da inizio anno ad oggi, nonostante l'attuale correzione al ribasso, guadagna tutt'ora quasi il 50 per cento. E appare tuttora impegnata a preparare progetti di espansione: il suo fondatore e amministratore delegato Elon Musk ha fatto sapere che deciderà sulla località dove costruire una nuova giga-factory, enorme impianto manifatturiero e di assemblaggio, sulla base di incentivo statali, disponibilità di forza lavoro e bassi costi di logistica. Il prossimo stabilimento Usa sarà dedicato ad un nuovo furgone pickup e ad un Suv di piccole dimensione, il Model Y.


Anche per Tesla le grandi incognite oggi non mancano. La prudenza di consumatori sull'onda del coronavirus minaccia di affliggere anche i produttori di auto. E la guerra dei prezzi nel greggio spinge in caso i prezzi della benzina, complicando potenzialmente le prospettive competitive delle vetture elettriche. Minori opportunità potrebbe trovare un altro suo importante business, quello dei pannelli solari. Le ripercussioni del virus sull'economia cinese hanno inoltre causato danni, costringendo alla chiusura il nuovo impianto di Shanghai e negozi dell'azienda nel Paese. La Cina può causare anche problemi di forniture di componenti. Tutte elementi che potrebbero tradursi in ulteriori pressioni sul titolo.
Per il momento, tuttavia, Tesla e le sue auto elettriche piacciono di più agli investitori degli aerei di Boeing.

Riproduzione riservata ©
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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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