LA SENTENZA

Tesla, la mega-fabbrica di Berlino bloccata (per ora) dagli ambientalisti

Il Tribunale amministrativo di Berlino-Brandeburgo ha ribaltato la sentenza di una corte minore contro il reclamo di un gruppo ambientalista per lo stop all’abbattimento degli alberi. Il progetto è congelato


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2' di lettura

Il progetto di un maxi-stabilimento Tesla in Germania subisce una battuta d’arresto. Il Tribunale amministrativo superiore di Berlino-Brandeburgo ha ribaltato la sentenza di una corte inferiore contro un grupppo ambeintalista che chiedeva di interrompere l’abbattimento di un’area forestale nelle vicinanze della capitale tedesca.

La decisione definitiva sul ricorso sarà comunicata nei prossimi giorni, ma fino ad allora l’azienda statunitense non avrà il permesso di tagliare alcun albero. Il verdetto rischia di rallentare la tabella di marcia prevista da Tesla, intenzionata a finire e inaugurare lo stabilimento entro la prima metà del 2021.

Il più alto tribunale amministrativo degli Stati di Berlino e Brandeburgo, che ha preso la decisione sabato scorso, ha spiegato in una nota che la sospensione del disboscamento è necessaria per attendere l'esito del ricorso presentato da un'associazione ambientalista locale, la Lega Verde di Brandeburgo.

Tesla ha annunciato il piano di costruire la fabbrica a Gruenheide, un comune del Brandeburgo a meno di 40 km a sudest di Berlino, nel novembre scorso. In seguito l'azienda di Elon Musk ha comprato dallo Stato un'area di 300 ettari parzialmente forestata per 41 milioni di euro, e ha ottenuto il permesso per disboscare 92 ettari. Il tribunale ha spiegato che la sospensione si è resa necessaria perché, procedendo al ritmo attuale, le operazioni di deforestazione già avviate nell'area si sarebbero concluse nell'arco di tre giorni.

I numeri del nuovo sito Tesla
Lo stabilimento Tesla dovrebbe produrre a regime un totale di 500mila vetture l’anno, dando lavoro a 12mila dipendenti e sfidando sul proprio terreno colossi locali come Volkswagen, Daimler e Bmw. Il reclamo ambientale contro il progetto fa seguito a una lunga serie di preoccupazioni sull’impatto dell’operazione. Gli operai impegnati sul campo hanno già abbattuto una porzione di foresta pari all’equivalente di 150 campi da calcio, bonificando l’area anche dai residui bellici rimasti sul territorio dalla fine della II Guerra Mondiale. Fra le altre misure previste dal piano ci sono il ricollocamento di lupi e l’ibernamento di pipistrelli, serpenti e lucertole fino al termine dei lavori. Le leggi ambientali tedesche impongono alla multinazionale di considerare (e rispettare) il periodo di riproduzione della fauna locale.

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