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Tesla ritocca ancora i listini, costretta dalla corsa pazza delle materie prime

La società con base a Austin, Texas, ha aumentato i prezzi dal 3% al 5% sia negli Stati Uniti che in Cina, ha affermato Dan Levy, analista di Crédit Suisse

di Alberto Annicchiarico

Tesla in ricarica in una stazione Super charging in Francia (foto Reuters)

2' di lettura

Volete una Tesla? Allora sbrigatevi. La big made in Usa delle auto elettriche, il car maker a maggior capitalizzazione nel mondo, ha ritoccato i prezzi per la seconda volta nel giro di una settimana, giustificandolo con l’incremento dei costi riflesso dei rialzi vertiginosi delle materie prime. La entry level Model 3 negli Stati Uniti ora costa 47mila dollari (46.990, se vogliamo essere pignoli). La società con base a Austin, Texas, ha aumentato i prezzi dal 3% al 5% sia negli Stati Uniti che in Cina, ha affermato Dan Levy, analista di Crédit Suisse, in una nota ai clienti. La Borsa ha apprezzato, rilanciando il titolo con un guadagno superiore al 4 per cento.

Musk ha twittato (è una sua passione anche pericolosa, che gli ha procurato diversi guai con la Sec, l’authority di Borsa americana) all’inizio di questa settimana che sia Tesla che Space X erano di fronte a un’inflazione «significativa» a causa della spirale di rialzi delle materie prime e nelle difficoltà attraversate dalla logistica. Del resto l’indice S&P Gsci, un benchmark del mercato delle materie prime, è aumentato del 20% nei primi cinque giorni del mese, il più ampio guadagno settimanale dal 1970.

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Come si diceva questo è il secondo round di aumenti dei prezzi di Tesla nell’ultima settimana. La società ha ritoccato il listino di alcune versioni della Model 3 e della Model Y il 9 marzo negli Stati Uniti, seguito da un aumento per i veicoli costruiti in Cina, che per Tesla è il secondo mercato (dopo gli Usa), il 10 marzo.

Tesla il 22 marzo sfornerà alla presenza di Elon Musk la prima vettura dalla fabbrica di Grünheide, costata 5 miliardi e attesa ad un esordio a lungo rinviato (l’apertura era prevista per il 1 luglio 2021) a causa di intoppi burocratici e ostacoli creati da comunità locali e associazioni ambientaliste (specie per il temuto consumo d’acqua).

Nel 2021 Tesla ha consegnato 936.172 veicoli in tutto il mondo, pari al +87% rispetto alle vendite del 2020. Una crescita che ha allarmato le rivali tedesche premium (Bmw, Mercedes-Benz), che producono intorno ai 2 milioni di veicoli all’anno. Proprio Mercedes-Benz, che intende investire 40 ulteriori miliardi nella corsa all’elettrificazione, aprirà questa settimana un impianto di batterie in Alabama da 1 miliardo e amplierà a breve la gamma con due nuovi Suv elettrici di lusso, una nuova mossa per tenere testa a Tesla. Che non è un gioco di parole ma una faccenda terribilmente seria.

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