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Tesla sfida la crisi: tratta per nuovi siti in Indonesia e in Texas

L’accordo nel paese del sudest asiatico non è ancora chiuso, ma garantirebbe gli approvvigionamenti di materie prime per le batterie. Previste cinque nuove strutture presso la gigafactory di Austin

di Alberto Annicchiarico

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3' di lettura

Che Elon Musk sia iperattivo è arcinoto. Che ami alimentare l’hype con un flusso continuo di notizie e commenti, anche. E ultimamente, con i molti guai che lo hanno visto protagonista nel 2022, dall’avventura dell’acquisizione di Twitter al crollo del suo patrimonio (200 miliardi in meno, un record) insieme con la capitalizzazione di Tesla, ne ha più bisogno che mai. Ma che nello stesso giorno saltino fuori due progetti per altrettanti o più impianti della casa automobilistica è un caso che non ha precedenti.

Questa notte era trapelata la notizia di una espansione da circa 800 milioni per la fabbrica già esistente e attiva di Austin, Texas, dove il primo costruttore di auto a batteria ha spostato il suo quartier generale. Nel primo pomeriggio la seconda news, ovvero che Tesla è vicina a un contratto preliminare per una fabbrica, capace di produrre fino a un milione di auto, in Indonesia, terra ricca di materie prime per le batterie.

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I colloqui in atto includono piani per più siti nel paese asiatico, che assolverebbero a diverse funzioni, tra cui la produzione e la catena di approvvigionamento. Come si diceva, l’accordo definitivo non è stato firmato e non è detto che vada in porto, hanno rivelato fonti anonime.

Scommessa sulle batterie

Tesla dunque ha anche fatto domanda per espandere la sua gigafactory in Texas con un investimento per un totale di 775,7 milioni di dollari, secondo documenti del governo ottenuti da Reuters, segnando uno dei suoi maggiori sforzi di espansione da quando ha istituito la gigafactory da 5,5 miliardi di dollari nei pressi di Berlino nel 2022. Sono previste cinque nuove strutture presso il sito di Austin, tra cui un laboratorio dedicato alle batterie per test delle celle e un’unità denominata Cathode, secondo i documenti depositati dalla società sul sito del dipartimento delle licenze dello stato del Texas. Tesla non ha confermato.

Il quotidiano locale Reforma ha riferito a dicembre che Tesla potrebbe annunciare presto la costruzione di una gigafactory nello stato messicano di Nuevo Leon, con un investimento iniziale compreso tra 800 milioni e 1 miliardo di dollari.

Ad oggi i siti produttivi sono quattro: Austin, Fremont (il primo, in California), Berlino e Shanghai. Nel 2022 la produzione ha toccato il record di 1,3 milioni di vetture (sotto il target), ma il gol di Musk è arrivare al più presto oltre i 2 milioni.

Il cambio di passo con Tom Zhu

La notizia dell’espansione della gigafactory di Austin arriva pochi giorni dopo la notizia della promozione di Tom Zhu a numero due, in particolare alla supervisione diretta degli stabilimenti di assemblaggio statunitensi, nonché delle operazioni di vendita in Nord America ed Europa. Il primo produttore mondiale di auto a batteria (inseguito sempre più da vicino dai cinesi di Byd), mantiene tuttora la maggiore capitalizzazione a 380 miliardi di dollari, nonostante il crollo del 65% nel 2022. Ma ha dovuto affrontare problemi di produzione e logistica causati dalla nuova esplosione della pandemia di Covid nel suo hub di Shanghai, insieme a crescenti preoccupazioni sulla domanda.

Le consegne di Tesla nel quarto trimestre sono state, anche se leggermente, inferiori alle stime di mercato. Ma la società punta molto sulle agevolazioni fiscali previste dalla legge green voluta dal presidente Biden, l’Inflation reduction act (anche se Musk è entrato in fibrillazione per l’iniziale esclusione della Model Y dalla lista governativa).

La frenata della produzione in Cina

La società sta inoltre seguendo un programma di produzione ridotto proprio a Shanghai in gennaio (chiusura dal 20 al 31, in corrispondenza del Capodanno cinese), estendendo la riduzione della produzione iniziata a dicembre. Tesla ha peraltro programmato l’Investor Day il 1 marzo proprio ad Austin durante il quale probabilmente confermerà i piani per l’espansione, l’arrivo della nuova piattaforma con cui realizzare la Model 2 (la Tesla economica) e l’allocazione del capitale.

Le azioni Tesla hanno guadagnato fino al 4%, per poi scendere sotto il 3. L’inizio dell’anno è stato ancora all’insegna della volatilità

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