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Tesla, corsa mozzafiato in Borsa. Gli short seller corrono ai ripari. Un’azione ora vale 900 dollari

In due giorni il titolo ha guadagnato 230 dollari. Per gli “short sellers” dal primo gennaio maxi perdite oltre 8 miliardi di dollari

di Riccardo Barlaam

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In due giorni il titolo ha guadagnato 230 dollari. Per gli “short sellers” dal primo gennaio maxi perdite oltre 8 miliardi di dollari


4' di lettura

NEW YORK - Il rischio di rimanere scottati è elevatissimo. Almeno quanto la speculazione e la volatilità che girano attorno a Tesla da qualche tempo. Oggi nelle contrattazioni del premercato il titolo Tesla è salito di un altro 15% ed è arrivato a essere scambiato a 882 dollari, poi durante gli scambi è volato fino a un massimo di 968 dollari prima di chiudere di nuovo intorno a 890 dollari. Oltre 100 dollari in più rispetto alla chiusura di ieri. Una corsa che sembra non aver fine. Pesano sull’ennesima fiammata le parole di Ron Baron, miliardario e investitore della prima ora di Tesla che intervistato dalla tv finanziaria Cnbc ha detto che nei prossimi dieci anni i ricavi della società potrebbero toccare i mille miliardi di dollari.

La migliore seduta dal maggio 2013
Le azioni della società di Elon Musk lunedì 3 febbraio a Wall Street hanno chiuso le contrattazioni lunedì con un balzo del 19,89%, arrivando a quota 780 dollari. Migliore seduta dal maggio 2013. Stesso copione martedì, con il titolo in ulteriore aumento a due cifre ben oltre i 900 dollari. Negli ultimi tre mesi l'incremento del titolo supera nettamente il 100%. Da maneggiare con estrema cura.

Musk ha guadagnato 20 milioni all’ora
Grazie a questo rally, Elon Musk ha guadagnato oltre 17 miliardi di dollari da inizio anno, più di qualsiasi altro miliardario al mondo. Per rendere maggiormente l'idea, è come se il Ceo del produttore di veicoli elettrici californiano avesse guadagnato 500 milioni di dollari al giorno, o 20 milioni di dollari ogni ora, dallo scorso primo gennaio. Ciononostante, Musk, che detiene circa il 19% dei titoli, o quasi 34,1 milioni di azioni Tesla, e ha un patrimonio personale pari a oltre 40 miliardi di dollari, deve comunque recuperare circa 80 miliardi di dollari al patron di Amazon, Jeff Bezos. Per consentire a Musk di diventare l'uomo più ricco al mondo e spodestare Bezos, che ha un patrimonio personale pari a circa 125 miliardi di dollari, il titolo Tesla dovrebbe toccare quota 3.665 dollari.

Price target rivisto
Sulla fiammata in Borsa hanno pesato anche le parole di Catherine Wood, ceo di ARK Invest, di solito molto ottimista sul titolo, che in una nota agli investitori ha scritto che «Tesla potrebbe arrivare a valere tra i 700 dollari e i 4.000 dollari in cinque anni» nello scenario base, superando i mille miliardi di capitalizzazione. In caso di Toro le azioni della casa delle auto elettriche californiane potrebbero addirittura, secondo l'analista, superare i 15mila dollari. Mentre nello scenario meno positivo l'incremento del titolo si fermerebbe a 1.500 dollari, comunque oltre due volte la valutazione attuale. Anche Bill Selesky di Argus Research lunedì ha rialzato le previsioni sul prezzo obiettivo del titolo Tesla a fine anno da 556 a 808 dollari.

Più margini meno costi
Le tre variabili considerate nell'innalzamento monstre del price target da ARK Invest sono: l'aumento dei margini lordi del 40%, il miglioramento dell'efficienza del capitale grazie alle economie di scala per i maggiori volumi produttivi e l'evoluzione attesa nei sistemi di guida autonoma per i servizi di taxi digitale. «Un brand dominante con un ciclo di innovazione che è più avanti rispetto ai competitor», scrive la società di ricerche.

Passi avanti in Asia
Panasonic lunedì ha annunciato che la sua joint venture con Tesla per produrre batterie per la prima volta ha prodotto utili nell'ultimo trimestre 2019. Il costruttore di auto elettriche cinese CATL ha fatto sapere di aver firmato un contratto di fornitura con Tesla, che ha appena cominciato a consegnare le prime auto nel suo stabilimento di Shanghai.

Perdite per gli short sellers
La prudenza è d'obbligo. Da inizio anno gli “short sellers” che scommettono sull'azione Tesla hanno perso oltre 8 miliardi di dollari secondo le rilevazioni di S3 Partners, compresi i 2,5 miliardi di perdite della sola giornata di lunedì. Secondo S3 Partners Tesla ha più investitori “short” di ogni altra azione americana, con oltre il 18% del capitale di azioni circolanti sul mercato che vengono acquistate e vendute “a breve” o “a brevissimo termine”.

Il gatto che si morde la coda
I venditori allo scoperto acquistano titoli da una banca e poi li vendono, sperando che il titolo vada giù. Se questo accade, gli stessi venditori allo scoperto riacquistano le azioni a prezzi più bassi, lucrando sulla differenza. Con Tesla sta succedendo il contrario. Il prezzo delle azioni continua a salire e gli “shortisti” sono costretti a riacquistare le azioni a un prezzo più elevato per tentare di ridurre le perdite crescenti. Un gatto che si morde la coda.

Lo “short squeeze” del titolo
Le azioni di Tesla sono aumentate del 220% negli ultimi sei mesi e ormai sono vicine al livello degli 800 dollari per azione. L'analista di S3 Partner Ihor Dusaniwsky ha ricordato che a giugno Tesla era sotto i 200 dollari. Allora, secondo lui, gli short sellers hanno “coperto” titoli per un valore di 12,6 miliardi. Un fattore che probabilmente sta alimentando l'attuale rally del titolo: se un numero sufficiente di venditori allo scoperto acquista in tandem, può creare una domanda più elevata e spingere il prezzo azionario ancora più in alto. Un fenomeno noto anche come “short squeeze”, che accade spesso sui mercati delle materie prime.

Oltre la soglia dei 100 miliardi
Il 29 gennaio Tesla ha reso noti i conti del quarto trimestre 2019, conti che hanno battuto le stime degli analisti e sono stati una bella sorpresa per Wall Street. La società di auto elettriche ha riportato un totale di vendite nell'anno per 7,38 miliardi di dollari, su proiezioni ferme a 7,02 miliardi. Con un Eps di 2,14 dollari, contro un utile per azione atteso di 1,71 dollari. Le consegne di Model 3 sono salite del 45% anno su anno: la casa californiana punta a venderne 500mila unità nel 2020. Tesla è stato anche il primo car maker americano a oltrepassare la soglia dei 100 miliardi di valutazione di mercato, superando la “market cap” di società storiche, giganti dell'auto come General Motors e Ford.

Per approfondire:
Il rally di Tesla è ripartito: così Elon Musk ha sedotto (di nuovo) Wall Street
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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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