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Tesla, sorgerà a Berlino la nuova Gigafactory europea. Produrrà Model 3 e Model Y

Musk porta la sfida produttiva del leader dell'auto elettrica e hi-tech nel cuore del Vecchio continente

di Marco Valsania


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(AFP)

4' di lettura

NEW YORK - Tesla ha scelto la sede per la sua Gigafactory sul Vecchio continente: sarà Berlino, o per la precisione le vicinanze del nuovo aeroporto della capitale tedesca. Un grande stabilimento che verrà affiancato da un centro di progettazione e di design, perchè l’ingegneria e l'arte tedesche sono considerate dal gruppo americano come un tesoro dal quale attingere. Ma soprattutto perchè, con le entrate in frenata sul mercato domestico degli Stati Uniti, Tesla potrebbe d’ora in avanti contare sempre più proprio sulla performance all’estero per il suo business, quella in Europa oltre a quella in Cina.

Il mercato transatlantico si è infatti rivelato una piacevole sorpresa: qui, incrementi delle vendite nei primi nove mesi dell’anno in corso hanno permesso a Tesla di apparire in controtendenza rispetto ad altre case delle quattro ruote che hanno invece sofferto. Non solo: l’avvento nel cuore dell’auto europea lancia un nuovo, diretto e pesante guanto di sfida sull’elettrificazione del settore auto a tutti i produttori del Vecchio continente, in un clima di crescente concorrenza sull’innovazione e l’impatto ambientale tra i marchi globali di qualità.

L’annuncio della scelta di Berlino è arrivato da Elon Musk, il 48enne amministratore delegato del leader dell’auto elettrica e hi-tech, in occasione del ritiro di un premio in Germania - il Volante d'oro - da Bild e di una chiacchierata con il chief executive di Volkswagen, Herbert Diess. Che è un suo concorrente, anche se per l’evento ha usato parole di encomio riconoscendo il ruolo d’avanguardia di Tesla nelle auto elettriche. Per Musk si tratta della quarta grande fabbrica mondiale, Gigafactory 4: la prima è in Nevada, vicino a Reno, dedicata a sfornare batterie. La seconda è impegnata nelle tecnologie di ricarica, e un giorno lo sarà nei pannelli solari da inserire nel tetto delle vetture, e si trova a Buffalo, nello stato di New York. La terza, per la produzione di auto, è stata inaugurata a Shanghai e ha cominciato a novembre a sfornare le popolari Model 3 del gruppo.

Tesla Model 3, la nostra prova su strada

Dalla nuova fabbrica europea Tesla ha in programma di far uscire a sua volta la Model 3, la prima vettura di massa dell'azienda. In futuro sarà poi la volta della Model Y, un inedito crossover pronto dall’estate prossima. Gli elementi sui piani di produzione sono emersi da un aggiornamento della documentazione relativa al terzo trimestre 2019. In precedenza Tesla aveva già previsto che i primi veicoli sarebbero usciti dai cancelli europei nel 2021.

Musk ha celebrato le ragioni della sua mossa tedesca. «Tutti sanno che l’ingegneristica tedesca è eccezionale. Questo è parte del perchè abbiamo deciso di creare la Gigafactory europea in Germania. Daremo vita anche a un centro di progettazione e design a Berlino, dato che Berlino è tra le località con la miglior arte al mondo».

Quello che Berlino non è: capitale tradizionale per l’auto tedesca. Wolsburg ha l’onore di ospitare il quartier generale di Volkswagen e lo stabilimento manifatturiero più grande al mondo. Stoccarda ha di casa la Porsche, la Mercedes-Benz e la Daimler. Monaco vanta la Bmw. Ma Berlino si impone, in realtà, quando in gioco ci sono i nuovi servizi di mobilità e le iniziative più innovative. Le stesse Daimler e Bmw hanno fatto scattare una joint venture in questo campo a Berlino e Moia, controllata di Volksagen nel ride-hailing, ha a sua volta nella città la propria sede.

Di sicuro mettere radici produttive nei pressi della capitale tedesca avrà molteplici e immediati vantaggi per Tesla. Permetterà di evitare gli ostacoli tipici dell’import di vetture sulla piazza europea dall’estero. E la metterà al riparo da incognite legate alle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Europa. Proprio mercoledì 13 novembre nella notte scade il rinvio di possibili dazi americani sull’auto, che Trump ha ripetutamente minacciato in risposta a ciò che considera barriere nella Ue per le vetture Usa. La casa Bianca appare intenzionata a procrastinarli di altri sei mesi, ma la spada di Damocle di conflitti nell’interscambio difficilmente svanirà. Ancora nelle ultime ore il presidente, intervenendo all’Economic Club di New York, ha rilanciato accuse all’Unione Europea di pratiche commerciali scorrette, definendole talvolta «peggio di quelle della Cina».

La decisione di Tesla appare inoltre coerente con le strategie finora sviluppate da Musk e dai suoi collaboratori. Nel 2016 l’azienda aveva già rilevato una società manifatturiera e di automazione tedesca, la Grohmann Engineering, e Musk aveva detto di ritenere che una fabbrica europea avrebbe dovuto sorgere in Germania. Simili posizioni aveva in seguito ripetutamente espresso durante la discussione di bilanci trimestrali.

Gli analisti del settore concordano sulla potenziale efficacia della mossa ora ufficializzata. Morgan Stanley, in un rapporto prima dell'annuncio, aveva affermato che la Germania era una «scelta logica» dato che è «il cuore del mercato globale nelle auto di lusso», con attenzione agli avanzamenti tecnologici nei motori e un governo impegnato a incentivare la lotta al cambiamento climatico e alle emissioni da effetto serra. Ostacoli ai sogni europei di Tesla, aveva tuttavia ammonito, potrebbero sorgere, a cominciare da elevati costi di produzione e dell'energia.

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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