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Tesla, in tre anni una vettura elettrica a 25mila dollari. E batterie super-potenti. Mercato deluso: titolo giù

Il ceo Elon Musk al Battery Day del leader dei veicoli hi-tech si impegna a nuove rivoluzioni. Ma i tempi lunghi invitano gli investitori alla cautela

di Marco Valsania

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Il ceo Elon Musk al Battery Day del leader dei veicoli hi-tech si impegna a nuove rivoluzioni. Ma i tempi lunghi invitano gli investitori alla cautela


4' di lettura

NEW YORK – Appuntamento all'aperto, davanti a una platea di invitati al volante di altrettante vetture Tesla pronti a suonare il clacson per accompagnare gli annunci. E annunci ci sono stati: il Battery Day, il giorno della batteria, ha visto il fondatore e chief executive della casa automobilistica d'avanguardia Elon Musk sollevare il sipario, presso il quartier generale di Palo Alto in California, sulla futura produzione in proprio di batterie innovative, vale a dire del vero cuore dei veicoli, della loro potenza, efficienza e costo.

E promettere di lanciare sulle strade nel giro di un triennio una “vettura elettrica e del tutto self-driving” a soli 25.000 dollari per il grande pubblico. Più in generale, il miliardario-imprenditore con le nuove iniziative si è impegnato a realizzare una completa integrazione verticale della produzione aziendale, a dare vita a un mini-impero con l’obiettivo di rimanere ancora e sempre davanti alla concorrenza, intrecciando da interessi minerari e chimici al design e varo appunto delle batterie oltre che del prodotto finito, vale a dire sofisticati modelli di auto.

Crescita al 30-40% nel 2020

Il sipario sulle novità è stato sollevato da Musk, coadiuvato dal vicedirettore per la tecnologia Drew Baglino, dopo l'assemblea annuale dei soci che ha immediatamente preceduto l'evento del Battery Day. Durante l'assemblea aveva previsto che l'azienda continuerà a crescere nell'anno in corso, nonostante le serie difficoltà riconosciute e causate dalla pandemia e dalla crisi economica. Per l'esattezza Tesla scommette su un aumento delle consegne del 30% o del 40% - rispettando precedenti pronostici di arrivare a un totale vicino al mezzo milione di vetture - dopo il balzo del 50% messo a segno nel 2019.

Batterie in proprio e innovative

Ma i riflettori sono rimasti tutti puntati sulle prossime, cruciali generazioni di batterie. Oggi Tesla commissiona la produzione di questa tecnologia a partner esterni quali Panasonic. Le nuove batterie saranno invece targate Tesla e composte di nuove e più grandi celle e dotate di un sistema “tabless”, vale a dire faranno a meno di una componente che crea la connessione tra la cella e la destinazione dell'energia. Saranno battezzate 4680, un nome-numero che riflette le loro dimensioni (46 per 80 millimetri).Soprattutto, a conti fatti, saranno in grado di offrire cinque volte la capacità energetica e sei volte la potenza e di permettere un aumento del 16% dell'autonomia del veicolo, un miglioramento che poi, assieme ad altri cambiamenti allo studio, arriverà fino al 54 per cento. Avranno quelli che sono stati definiti come vantaggi “termici”, di minor rischio incendio. E si caricheranno più rapidamente.Non solo: la costante innovazione e poi la tecnologia delle nuove batterie consentiranno automaticamente di abbassare significativamente i costi e di conseguenza i prezzi dei veicoli, rendendo più credibile l'obiettivo entro tre anni di avere pronta una Tesla da 25.000 dollari, competitiva cioè con gli equivalenti modelli a benzina. Di fatto la rivoluzione nelle celle affiancata da nuove soluzioni nella chimica e nel design delle batterie stesse inizieranno con il tagliare i costi del 14% e eventualmente li dimezzeranno.

“Molto lavoro ancora da svolgere”

“Una delle questioni che mi preoccupa di più è non avere una vettura davvero accessibile ed è qualcosa che dobbiamo costruire in futuro. Per farlo dobbiamo però abbassare il costo delle batterie”, ha dichiarato esplicitamente Musk durante l'evento. “Il cammino per il successo è chiaro ma c'è ancora molto lavoro da svolgere”, ha tuttavia ammesso. L'orizzonte temporale per un vero avvento delle nuove batterie è stato stimato in alcuni anni, con una produzione ad alto volume non prima del 2022.Musk, alla vigilia dell'evento, aveva affermato che Tesla intende nel frattempo aumentare gli acquisti di celle per batterie dai suoi attuali fornitori quali Panasonic, LG e CATL. E aveva ammonito che questi non sarebbero stati sufficienti e che carenze sono nelle carte fino e oltre il 2022 in mancanza di iniziative interne di Tesla stessa – adesso svelate. L'azienda, per muoversi in queste direzione, ha già una propria linea di produzione sperimentale di celle per le batterie nell'impianto di Fremont in California, accanto all'assemblaggio di vetture. Musk ha inoltre indicato che produrrà celle per batterie nella sua fabbrica di Grunheide in Germania.

Le tensioni sul titolo

Il clima di alta tensione, tra aspettative e timori di delusioni, che da sempre circonda Tesla si è respirato a Wall Street anche in occasione del Battery Day e dei suoi annunci. In attesa dell'evento il titolo (qui la quotazione a Wall Street) era sceso di oltre il 5 per cento. Subito dopo, a causa dei tempi ancora considerati lunghi per portare a termine appieno le innovazioni, hanno bruciato un altro 7 per cento e anche nel pre-mercato di mercoledì 23 settembre sono in netto calo, a quota 424 dollari. Le quotazioni del gruppo sono tuttavia quasi quintuplicate da inizio 2020, passando da meno di 90 dollari a 425. E se in settembre hanno battuto in ritirata da vette di quasi 500 dollari, sono risalite da recenti minimi di 330 dollari nonostante un mancato ingresso, previsto da investitori e analisti, nell'indice S&P 500. Tesla è reduce da uno split azionario in ragione di 5 a 1 che ha sostenuto l'attrattività del titolo.

Soffrono i big asiatici delle batterie

E tensioni ci sono state anche sui titoli dei produttori asiatici di batterie, i big del settore che di fronte alla volontà di Tesla di produrre in proprio l’intero ciclo rischiano di perdere un grosso cliente. Le azioni di LG Chem sono calate del 5,5% a Seoul, mentre Contemporary Amperex Technology (CATL) è scesa del 4,7% a Shenzhen e Panasonic del 4,3% a Tokyo. I tre principali produttori mondiali di batterie per veicoli elettrici forniscono tutti Tesla.


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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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