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Tesoro Usa: l’oligarca Deripaska aiutò Putin a riciclare denaro

L’oligarca russo dal 2018 è colpito dalle sanzioni per il suo sostegno a Paul Manafort, capo della campagna elettorale di Trump ora in carcere

di Riccardo Barlaam


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Oleg Deripaska (Imago)

2' di lettura

NEW YORK - Il Dipartimento al Tesoro ha giustificato le sanzioni che gli Stati Uniti continuano a imporre all’oligarca russo Oleg Deripaska citando dei dossier secondo i quali il miliardario russo avrebbe aiutato il presidente Vladimir Putin a riciclare denaro sporco.

Le accuse dell’Ofac
In una lettera dell'Office of Foreign Assets Control (Ofac), l’agenzia federale che supervisiona le sanzioni americane, inviata ai legali di Deripaska, che è stata visionata dal Financial Times, l’oligarca russo viene citato come una delle persone che nel 2016 «gestiva gli asset del presidente Vladimir Putin e i fondi neri da riciclare».

Sanzioni rimosse solo sulle società
Nel gennaio 2019 il Dipartimento al Tesoro Usa aveva revocato le sanzioni a tre società legate a Derispaska, nonostante l’opposizione del Congresso. Sanzioni imposte l’anno prima al gigante dell’alluminio russo Rusal e ad altre due società di cui l’oligarca, uno degli uomini più vicini a Putin, ha importanti partecipazioni azionarie. Le sanzioni personali contro Deripaska erano state confermate e sono tutt'ora in vigore.

I rapporti con Manafort
Il tycoon russo aveva finanziato prima delle elezioni americane del 2016 le consulenze milionarie di Paul Manafort in Ucraina per il partito filorusso. Manafort, ex capo della campagna elettorale di Donald Trump, è in carcere negli Usa con l’accusa di aver frodato il fisco americano e di aver ostacolato l’inchiesta di Robert Mueller sul Russiagate.

L’uomo più ricco di Russia
Deripaska è diventato l’uomo più ricco di Russia costruendo un impero su alluminio, energia e industria dalla privatizzazione delle aziende di stato russe. Ex marito della nipote di Boris Yeltsin e candidato alla sua successione prima della scelta di Putin di cui è diventato uno degli uomini più vicini.

Le sanzioni per la Crimea
Le sanzioni americane decise nell’aprile del 2018 hanno colpito Deripaska e altri 23 tra oligarchi e alti ufficiali russi, in risposta all’invasione di Mosca della Crimea nel 2014 e alle accuse di interferenza nelle elezioni americane del 2016. Il portavoce di Putin, Dmitry Peskov ha definito «false» le accuse dell’agenzia Ofac.

Riproduzione riservata ©
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    Riccardo Barlaamcorrispondente da New York

    Luogo: New York, USA

    Lingue parlate: inglese, francese

    Argomenti: economia, finanza e politica internazionale

    Premi: Premio Baldoni (2008), Harambee (2013), Overtime Film Festival (2017)

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