Fondazione Cariplo

Tessuti in 3D per esplorare i misteri del cervello

Il progetto

di Agnese Codignola

2' di lettura

Tessuti realizzati con una stampante 3D per esplorare in modo molto realistico i misteri del cervello e, soprattutto, delle malattie che lo colpiscono: è questa la finalità dell’ambizioso progetto finanziato da Fondazione Cariplo nell’ambito del programma “Biomedical research conducted by young researchers 2021”, che vede la collaborazione dell’Istituto Humanitas e del Politecnico di Milano in partnership.

In particolare, il progetto è focalizzato su una malattia chiamata sindrome di Pitt-Hopkins, che interessa la vascolarizzazione di alcune zone della corteccia che saranno appunto ricostruite, in modo da avere a disposizione un modello tridimensionale completo di vasi, cioè un organoide cerebrale funzionante.

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Il cervello è l’organo più complesso del corpo umano, e riprodurne le specificità è un compito più che arduo: al tempo stesso bisogna infatti ottenere i circuiti di trasmissione dei segnali elettrici e l’intricato sistema dei vasi e dei capillari, come ha spiegato Mattia Sponchioni, ricercatore del Politecnico responsabile della parte ingegneristica: «Finora riprodurre la corteccia era semplicemente impensabile, proprio per l’estrema complessità del tessuto e delle sue funzioni. Ma ora, grazie alle stampanti più tecnologicamente avanzate, a conoscenze sempre più approfondite e alle potenzialità dei computer che elaborano i modelli, è possibile provarci, mettendo insieme competenze come quelle che arrivano dalla scienza di microfluidi, dalla bioingegneria, dalla scienza dei materiali, dalle neuroscienze tutte».

Gli fa eco Monica Tambalo, dell’Humanitas Neurodevelopment Laboratory: «Grazie alla sinergia delle diverse discipline, pensiamo di riuscire a realizzare un organoide di corteccia che, per quanto primitivo, possa avere un sistema vascolare funzionante, sul quale poi implementare via via geometrie più complesse, sempre più adatte a studiare organi e tessuti come quello cerebrale e a indagare in che modo sono colpiti dalle malattie».

Il progetto fa parte di MEDTEC, la collaborazione tra i due poli universitari milanesi che comprende un corso di laurea internazionale in sei anni che forma medici con competenze bioingegneristiche finalizzate alle più moderne declinazioni della scienza medica quali la medicina rigenerativa, e spiega anche perché l’Humanitas sia rientrato nella classifica stilata da Newsweek sui 250 migliori ospedali del mondo.

In particolare, l’Italia ne totalizza dieci, ben sei dei quali si trovano in Lombardia: il Niguarda è al cinquantesimo posto, il San Raffaele all’ottantesimo, l’Humanitas all'ottantareesimo, il Policlinico San Matteo di Pavia al numero 116, il Papa Giovanni XXII di Bergamo al 119, il San Raffaele Turro di Milano tra il 151 e il 250esimo posto.

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