Circolare Salute

Test salivari molecolari, il via libera del ministero: «Utili anche a scuola»

Dal ministero via libera, con regole e limitazioni, per effettuare i test salivari in alternativa al tampone oro-faringeo molecolare

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2' di lettura

Arriva il via libera del ministero della Salute ai test salivari molecolari. Vengono poste però alcune limitazioni «perché la sensibilità diminuisce dopo i primi 5 giorni dall'inizio dei sintomi» e perché «il campione di saliva può essere considerato un'opzione per il rilevamento dell'infezione da Sars-CoV-2 qualora non sia possibile ottenere tamponi oro/nasofaringei». Lo prevede la nuova circolare del ministero della Salute, firmata dal direttore generale della Prevenzione Gianni Rezza, sull'«Uso dei test molecolare e antigenico su saliva ad uso professionale per la diagnosi di infezione da Sars-CoV-2».

La circolare del ministero della Salute sui test salivari molecolari

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In quali casi si può usare

Il campione di saliva «può essere considerato un'opzione per il rilevamento dell'infezione da Sars-CoV-2 in individui asintomatici sottoposti a screening ripetuti per motivi professionali o di altro tipo, per aumentare l'accettabilità di test ripetuti, in particolare: se vengono sottoposti a screening individui molto anziani o disabili e in caso di carenza di tamponi», sottolinea la circolare, indicando quando usare il test salivare molecolare.

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Come raccogliere il campione

L'uso della saliva «prevede un metodo di raccolta non invasivo, tuttavia la corretta raccolta del campione salivare è un passaggio cruciale. I campioni di saliva possono essere eterogenei (saliva orale, saliva orofaringea posteriore) e le diverse tecniche e sedi di raccolta possono avere un impatto sulla sensibilità del metodo. Inoltre i campioni di saliva possono essere mucosi e viscosi, determinando difficoltà di lavorazione con i metodi e le attrezzature automatizzate di estrazione dell'Rna o di estrazione/amplificazione esistenti»

Ipotesi saliva anche per test antigenici

La saliva è stata valutata «come possibile substrato per i test antigenici basati su strumentazione automatica di laboratorio, con lettura in chemiluminescenza - conclude la circolare - Al momento, il repertorio disponibile di tali test marcati Ce-Ivd per la matrice salivare è limitato, ma è in corso di ampliamento. Il confronto con il test molecolare indica per la saliva una sensibilità simile a quella osservata per il tampone nasofaringeo».

A scuola

I test salivari molecolari «possono rappresentare uno strumento utile per il monitoraggio e controllo dell'infezione da Sars-CoV-2 in ambito scolastico. Alcuni studi pubblicati nel 2020 hanno rilevato sensibilità comprese tra il 53 e il 73%».

La tracciabilità dei dati

La circolare, ribadendo che il test molecolare su campione nasofaringeo e orofaringeo rappresenta il gold standard internazionale per la diagnosi di COVID-19 in termini di sensibilità e specificità, indica l'obbligo di tracciabilità di tutti i test, compresi quelli salivari, nei sistemi informativi regionali.

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