COVID-19

Al via i test sierologici ma l’affluenza è bassa. Da oggi prelievi in Abruzzo, Liguria e Lazio

La Regione comunicherà l’esito dell'esame a ciascun partecipante residente nel territorio. In caso di diagnosi positiva, l’interessato verrà messo in temporaneo isolamento domiciliare e contattato dal proprio Servizio sanitario regionale o Asl per fare un tampone naso-faringeo che verifichi l’eventuale stato di contagiosità

Detto e contraddetto: lo scontro sul passaporto sanitario

La Regione comunicherà l’esito dell'esame a ciascun partecipante residente nel territorio. In caso di diagnosi positiva, l’interessato verrà messo in temporaneo isolamento domiciliare e contattato dal proprio Servizio sanitario regionale o Asl per fare un tampone naso-faringeo che verifichi l’eventuale stato di contagiosità


3' di lettura

Al via i test sierologici su un campione di 150mila persone distribuite in duemila comuni italiani. L’operazione ha l’obiettivo di mappare la diffusione del virus. Sono iniziati oggi, 26 maggio, i primi prelievi, a seguito delle chiamate iniziate ieri da parte della Croce Rossa Italiana (Cri) ai cittadini selezionati nel campione Istat. Le prime Regioni dove si stanno effettuando i prelievi sono Abruzzo, Liguria, Basilicata, Province Autonome di Trento e Bolzano, Lazio. Da domani previsti i primi prelievi su Roma.

Il 60% degli interpellati è indeciso
Oggi sono state effettuate 7.500 telefonate dei volontari della Croce rossa italiana per raccogliere le adesioni alla campagna. Ma dal 60% dei contattati sono arrivate risposte indecise, mentre il 25% ha detto sì all’esame del sangue. Di qui l’appello dalla Croce rossa: se si riceve una chiamata dal numero che inizia con 06.5510 è la Cri, non uno stalker né una truffa telefonica. «È un servizio che potete rendere al vostro Paese attraverso un piccolo prelievo venoso», ha sottolineato il numero uno Massimo Barra.

Speranza: fondamentale che cittadini rispondano a test
«È necessario e fondamentale che le persone che verranno contattate dalla Croce Rossa per i test sierologici rispondano positivamente alla chiamata - ha messo in evidenza il ministro della Salute Roberto Speranza su Sky tv -. La chiamata potrà arrivare anche al cellulare. Avere questi risultati consentirà ai nostri scienziati di avere un’arma i più di conoscenza dell’epidemia nel nostro Paese».

Quella che è partita in queste ore è infatti un’indagine epidemiologica su scala nazionale, “firmata” dal ministero della Salute e dall’Istat, in collaborazione con la Croce rossa italiana che con i suoi volontari arriverà alle persone scelte per la campionatura. L’adesione è volontaria e i test sono gratuiti.

La Regione comunicherà l’esito dell'esame a ciascun partecipante residente nel territorio. In caso di diagnosi positiva, l’interessato verrà messo in temporaneo isolamento domiciliare e contattato dal proprio Servizio sanitario regionale o Asl per fare un tampone naso-faringeo che verifichi l’eventuale stato di contagiosità.

L’obiettivo è capire quante persone in Italia hanno sviluppato gli anticorpi al Covid-19, anche in assenza di sintomi, stimare dimensioni ed estensione dell’infezione nella popolazione e descriverne la frequenza in relazione ad alcuni fattori quali sesso, età, regione di appartenenza, attività economica. Questo al fine di indirizzare politiche a livello nazionale o regionale e per modulare le misure di contenimento del contagio.

Adesione maggiore a test da Marche e Sardegna

Le Regioni che hanno aderito “più volentieri” nella prima giornata di chiamate da parte della Croce Rossa italiana - ieri 25 maggio - sono le Marche e la Sardegna. Buono l’esito in Umbria e Lombardia, mentre quelle più indecise sono la Campania e la Sicilia. Le telefonate, si apprende dalla Cri, vengono effettuate da oltre 700 operatori volontari, che hanno ricevuto una formazione nella scorse settimane.

Oltre 30mila persone solo in Lombardia

I call center operativi sono 21, uno in ogni Regione, ai quali si aggiunge un Centro nazionale di supporto. La Lombardia registrerà il più alto numero di cittadini contattati, pari a oltre 30mila. Seguono il Veneto (13mila), Emilia Romagna (12mila), Campania, Lazio e Sicilia (oltre 11mila), Piemonte (10mila) e a seguire le altre Regioni, fino alla Valle d’Aosta dove saranno contattati oltre 4mila cittadini.

I criteri del campione

Il campione, elaborato con l’Istat, viene individuato sulla base del genere e suddiviso in 6 classi d'età, per Regione ed attività lavorativa.

Croce rossa in campo per i prelievi

Gli operatori Cri saranno impegnati nelle fasi di prelievo a domicilio e negli ambulatori, ma nelle Regioni Lazio, Emilia Romagna, Piemonte, Molise e provincia autonoma di Bolzano si occuperanno solo del prelievo a domicilio.

I tempi

Il presidente dell’Istat, Gian Carlo Blangiardo, ha spiegato che «la durata complessiva della rilevazione dovrebbe essere di 15 giorni. C’è però un campione anticipatorio di circa 20 mila unità. Su una prima parte dei dati rilevati saremo quindi in grado di fornire delle anticipazioni», ha chiarito.

Nessun obbligo

Nessun obbligo da parte dei cittadini di rispondere alla chiamata. Ma per sensibilizzare la partecipazione su tutte le reti Rai andrà in onda uno spot dedicato all’indagine e locandine saranno affisse nelle farmacie e nelle parafarmacie, grazie alla collaborazione offerta da Federfarma e dalla Federazione dell’Ordine dei farmacisti italiani.


Fase 2: Parisi, 150.000 test sierologici insufficienti
Secondo il presidente dell’Accademia dei Lincei Giorgio Parisi, intervenuto davanti alla commissione Igiene e Sanità del Senato, i 150.000 test sierologici sono «insufficienti» ad avere un quadro epidemiologico completo delle infezioni da virus SarsCov2. «Dobbiamo conoscere i dettagli del modo di diffusione del virus e per questo le 150.000 analisi sono del tutto insufficienti». Vanno considerate «uno studio preliminare prima di far partire uno studio più approfondito con qualche milione di analisi sierologiche».

Per approfondire:
Tamponi e test sierologici, le armi (spuntate) della Fase 2
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