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Testaroli al pesto, la ricetta


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1' di lettura

La Diga Paduli è posta propria al confine tra Toscana ed Emilia-Romagna. Dunque, anche a tavola, questa zona è “contaminata” da entrambe le Regioni. I testaroli al pesto sono più classici della zona della Lunigiana: un antico piatto povero di origine contadina, diffuso fin dai tempi dei Romani particolarmente nell’area di Pontremoli, e oggi divenuti presidio Slow Food. Piccola curiosità: i testaroli vengono preparati in contenitori di ghisa chiamati testi, da cui prendono il nome e il segreto della loro bontà che deriva proprio da questo tipo di cottura.

Ricetta: Testaroli al pesto

Ingredienti: 600 g di farina di frumento, mezzo litro d’acqua, sale e pep.

Procedimento: preparare in una zuppiera una pastella consistente ma abbastanza fluida con l’acqua, la farina setacciata e il sale, aiutandosi con una frusta. Intanto scaldare il pesto e versarci sopra un po’ di pastella in modo che si distribuisca uniformemente sul fondo per uno strato di massimo mezzo centimetro. Mettere il coperchio e completare la cottura per circa 9-10 minuti su entrambi i lati e, una volta pronto, tagliare il disco a rombi di 4-5 cm di lato. Infine i testaroli vanno cotti per massimo cinque minuti in acqua bollente e scolati uno ad uno per procedere poi al condimento.

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