ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’ALTALENA DELLE SOGLIE

Tetto al contante, le trappole da evitare dagli acquisti ai regali

Con i nuovi ritocchi delineati dal Governo che puntano a ridurre la soglia di utilizzo libero nei trasferimenti tra privati a 1.999,99 euro per il 2020 e il 2021 e a 999,99 euro per il 2022 si arriverà a dieci modifiche del tetto a partire dal 2002. In caso di violazioni segnalate si rischiano pesanti sanzioni

di Marco Mobili e Giovanni Parente


Stretta sul contante e superbonus sulle spese pagate con carte e bancomat

3' di lettura

La doppia modifica alla soglia del contante ( tetto a 2mila euro nel 2020-2021 e poi a mille euro dal 2022 ) annunciata dal Governo nel decreto fiscale contribuirà a far salire a dieci le modifiche a partire dal 2002. Un primato non certo invidiabile, frutto probabilmente anche della mancata chiarezza su quale sia la reale portata della misura.
Già, perché nel quadro della manovra 2020 si è tornati a parlare di tetto al contante nelle transazioni tra privati in chiave antievasione. Anche se il limite all’utilizzo libero del cash per pagare acquisti di beni e servizi o fare anche regali (attualmente a 2.999,99 euro) è inserito nel corpo del decreto antiriciclaggio.

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Che cosa è vietato
Il divieto di trasferimento di denaro contante riguarda i flussi di denaro tra soggetti diversi. Dunque, è necessario chiarire anche un aspetto che ingenera molti dubbi: si può prelevare o versare in banca denaro di importo pari o superiore a 3mila euro?

La risposta è fornita dal dipartimento del Tesoro del ministero dell’Economia sulle Faq pubblicate sul proprio sito istituzionale : «Sì, perché non esiste alcun limite al prelevamento o versamento per cassa in contanti dal proprio conto corrente in quanto tale operatività non si configura come un trasferimento tra soggetti diversi».

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E qui però va fatta una riflessione su due profili diversi che impone comunque cautela non tanto sotto il profilo antiriciclaggio, quanto su quello fiscale. Per tutti (compresi i dipendenti) il Fisco nel caso di controllo antievasione potrebbe chiedere conto da dove provengono i soldi versati in banca.

Se si hanno le pezze d’appoggio necessarie, nulla da temere. In più, chi esercita un’attività imprenditoriale (lo stesso discorso non vale più per i professionisti o per altre tipologie di contribuenti) potrebbe essere chiamato - sempre in caso di controllo con indagini finanziarie sui rapporti bancari intestati - a giustificare anche i prelievi se superano i mille euro giornalieri e comunque i 5mila euro mensili .

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Un altro profilo a cui fare attenzione è la nuova comunicazione oggettiva sempre in un contesto antiriciclaggio, con cui banche, Poste e altri intermediari finanziari sono chiamati a comunicare all’Uif (l’Unità di informazione finanziaria) di Bankitalia chi movimenta contanti da 10mila euro a salire al mese (anche attraverso movimenti frazionati da oltre mille euro). Non si tratta di una segnalazione di operazione sospetta ma servirà comunque ad accendere un faro su eventuali anomalie, soprattutto se ripetuta.

Che cosa si rischia trasferendo contante oltre la soglia
Ma si può fare un esempio di cosa è permesso o meno con l’attuale soglia del contante? Ancora una volta è bene far riferimento alle Faq del Tesoro : «A fronte di una fattura unica per la vendita di un bene il cui importo è superiore al limite dei 3.000 euro è possibile accettare il versamento di denaro contante a titolo di caparra?».

In questo caso la risposta è: «Sì, è possibile purché il trasferimento in contanti sia inferiore alla soglia dei 3.000 euro, oltre la quale è obbligatorio l'utilizzo di strumenti di pagamento tracciabili». Tradotto in sintesi, sì a pagamenti o trasferimenti cash fino a 2.999,99 euro e poi si deve passare necessariamente da strumenti tracciabili.

Le sanzioni sono salate nel caso in cui il trasferimento non in regola venga segnalato (in questo senso le “sentinelle” sono rappresentate dagli operatori obbligati al rispetto della disciplina antiriciclaggio). La sanzione, infatti, va da 3mila a 50mila euro ed è addirittura quintuplicata (quindi da 15mila a 250mila euro) per violazioni ai limiti del contante che eccedono i 250mila euro.

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