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Bozza vertice Ue: «Avanti con urgenza su tetto dinamico al prezzo del gas»

La proposta della Commissione europea non convince Germania, Olanda e Austria che temono un calo dell’offerta

di Beda Romano

Ue, Von der Leyen annuncia price cap per gas e benchmark per GNL

3' di lettura

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
BRUXELLES - Alla vigilia del vertice europeo, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen ha lanciato l’idea di rafforzare la potenza di fuoco del REPowerEU, il piano di riconversione energetica. In un momento in cui si moltiplicano le ragioni per puntare su un maggiore debito comune. Nel contempo, prosegue il contrasto tra i Ventisette su come contrastare il balzo al prezzo del gas. Olanda, Austria e Germania appaiono sempre dubbiosi sull’ipotesi di intervenire sul mercato.

«La vera soluzione per preservare la nostra competitività, è di investire (…) nelle rinnovabili. In Europa, tuttavia, solo i Paesi con margine di bilancio possono effettuare questi investimenti – ha detto la signora von der Leyen -. Questo porterebbe inevitabilmente a uno squilibrio competitivo nel nostro mercato unico. Ecco perché abbiamo bisogno di REPowerEU. Non basta: dobbiamo anche accelerarlo, potenziarlo e renderlo più efficace».

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Spiega un funzionario comunitario: «Il NextGenerationEU e i piani nazionali di ripresa e resilienza sono molto incentrati sulle necessità dei Paesi. Il futuro energetico dell’Unione richiede interconnessioni tra Stati membri e infrastrutture transfrontaliere. C’è quindi bisogno di denaro fresco. In un primo tempo, potremo usare i prestiti non usati provenienti da NextGenerationEU. Se non dovessero bastare, come probabile, bisognerà riflettere a nuove forme di finanziamento in comune».

I prestiti inutilizzati ammontano attualmente a circa 225 miliardi di euro (anche se Madrid ha già avvertito che intende richiedere una sua quota di 84 miliardi nel quadro del Fondo per la ripresa). La presa di posizione della presidente von der Leyen giunge dopo che i commissari Thierry Breton e Paolo Gentiloni hanno proposto nuovi programmi di finanziamento in comune per aiutare i Paesi membri.

Dopo una prima reazione fredda, la Germania sta ora dibattendo della possibilità di nuovo debito in comune (l’Olanda invece ancora ieri si è espressa freddamente). D’altro canto, si rafforza il timore che la crisi possa minare la competitività europea. Scrive in un recente rapporto Deutsche Bank: «Quando guarderemo all’attuale crisi energetica tra una decina d’anni, potremmo considerare questo periodo come il punto di partenza di un’accelerazione della deindustrializzazione in Germania».

Tra oggi e domani i capi di Stato e di governo discuteranno del piano energetico proposto martedì dalla Commissione. A livello diplomatico si continuava ieri a negoziare le conclusioni finali del vertice. Al centro del dibattito sarà la proposta comunitaria di meccanismo di correzione del prezzo del gas sul mercato. «Ha sollevato molte domande tra i Ventisette», notava ieri un funzionario del Consiglio. Ciò detto, l'ultima bozza di conclusioni del summit dà mandato a Bruxelles perché prosegua «con urgenza» verso proposte concrete in tal senso.

I più dubbiosi restano la Germania, l'Olanda e l'Austria. Temono un impatto sull'offerta. Proprio ieri Parigi e Berlino hanno annunciato di avere spostato a gennaio un incontro tra i due governi che doveva svolgersi la settimana prossima. Diplomatici francesi hanno criticato le posizioni tedesche sul fronte energetico o la scelta, sempre tedesca, di acquistare armi americane e non europee. Le parti hanno spiegato di avere bisogno di più tempo per trovare intese su vari fronti.

Nel vertice di oggi e domani, il premier Mario Draghi ha spiegato ieri che insisterà sulla proposta di 15 Paesi, tra cui l’Italia, di un corridoio dinamico di prezzo del gas. Roma vorrà anche notare la necessità di preservare la competitività economica e il mercato unico, cavalcando l’urgenza di nuovo debito in comune. D’altro canto, si moltiplicano i motivi per provvedere insieme all’uscita dalla crisi: oltre allo shock economico e alla riconversione energetica, da finanziare vi saranno anche gli aiuti all’Ucraina.

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