Un libro e una proposta

Tevere, da fiume mito a parco nazionale italiano. La sfida

Punto di partenza il libro che ripercorre il cammino del fiume attraverso 56 città, quindi la proposta per proteggere l'idrovia ecologica che attraversa tutto il centro Italia

di Davide Madeddu

Navigabilità Tevere, volano di sviluppo per economia Roma

2' di lettura

Un libro per raccontare il “fiume mito” e una proposta per istituire il ventiseiesimo parco nazionale italiano. Ossia il Parco nazionale del Tevere. Il bene da tutelare. E una proposta che diventa anche “sfida”, per celebrare e valorizzare il «più ammirato e conosciuto ed evocativo fiume del mondo».

Erasmo D'Angelis, segretario generale dell'Autorità di bacino distrettuale dell'Appennino Centrale, questa sfida la compie attraverso due binari. Da una parte “Tevere nostrum” il libro (edito da Polistampa) che racconta il fiume, dall'altra con l'attività all'Autorità, le iniziative e i convegni. Un lavoro che ha l'obiettivo anche di creare nuove opportunità.

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Il Tevere, tra acquedotti romani, mulini e natura

Punto di partenza il libro che ripercorre il cammino del fiume attraverso 56 città, 4 regioni e un'esplosione della natura. In un cammino lungo 380 pagine arricchite immagini e documenti scientifici ma anche dipinti, si ripercorre la storia e si risale sino a cinque millenni fa quando «il fiume iniziò a scorrere».

Poi l'evoluzione, l'epopea degli acquedotti romani, l'età dei mulini, gli affluenti e le peculiarità delle varie zone.Tra le 700 tavole che trovano spazio nel libro si passa dall'editto papale del 1700 ai documenti, mappe e ricostruzioni di porti e aree fluviali della Roma antica, per arrivare ai dipinti vedutisti. Non manca in questo patrimonio di immagini neppure quella relativa ai bagni senza vestiti nel fiume nel settecento. Sei tappe, che corrispondono ad altrettanti capitoli, raccontano il Tevere. Si parte da “In viaggio con il Tevere dalla sorgente alla foce” per continuare con“Regina Aquarum” con la storia degli antichi acquedotti romani fino alle moderne fonti del Peschiera. Poi “Le fontane da mille e una notte” con il ritorno della grandeur dell'acqua nel Seicento e “I ponti sul Tevere” che sono 155 e per la prima volta sono elencati dalla sorgente al mare con le tipologie costruttive.

Un fiume sempre più vivo

Il viaggio, tra le pagine, continua con “Mar Tevere” con la navigazione sulla via d'acqua dell'antichità e fino all'Ottocento e sull'unico fiume-mare italiano con una Capitaneria di Porto a Fiumicino e termina con “Il Tevere odi et amo” con cinquemila anni di storia dai primi insediamenti ad oggi con l'elenco delle 196 grandi piene dal 414 a.C. al 2014. Non manca neppure qualche informazione che diventa sorpresa. Come quella che «il fiume non è una fogna ma è sempre più vivo».

Un’idrovia ecologica vitale

E quindi gli interventi compiuti. Quindi la proposta, lanciata nel corso della presentazione del volume a Firenze per proteggere l'idrovia ecologica vitale che attraversa tutto il centro Italia, e valorizzare collegando le 18 aree protette esistenti tra parchi fluviali, oasi e aree naturalistiche delle regioni attraversate. «Il messaggio è di un fiume da scoprire e riscoprire. Il senso di questo volume è celebrare i fiumi ed in particolare il Tevere, che con i suoi 405 chilometri costituisce un grande corridoio ecologico da tutelare e proteggere - Dice D'Angelis -. E infatti andrebbe dichiarato ventiseiesimo Parco nazionale italiano. E’ una grande sfida a cui stiamo lavorando».

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