missione europea

Thales Alenia firma il rover che sbarca su Marte

Il lancio è previsto nel 2020 tra il 26 luglio e l'11 agosto: l'arrivo dopo sette mesi


default onloading pic
Cygnus. Veicoli di rifornimento con Cargo Module (PCM)

3' di lettura

Fase di test avanzato per la missione ExoMars che vede lo stabilimento torinese di Thales Alenia Space in prima fila nella futura missione sul pianeta rosso. La società, joint venture tra Leonardo e la francese Thales, è primo contraente per l’intera missione che vede l’Agenzia spaziale europea collaborare con i russi di Roscosmos.

Il lancio è previsto nel 2020, tra il 26 luglio e l’11 agosto, e la settimana scorsa è stata completata dal team di lavoro di corso Marche l’integrazione dei tre moduli che costituiscono il cuore della missione spaziale: il modulo trasportatore, il modulo di discesa e il rover che materialmente approderà su Marte e porterà avanti le esplorazioni sul suolo marziano. Un lavoro durato tre mesi, a ritmi serrati: tre turni su sette giorni alla settimana.

I moduli saranno trasferiti nel plant di Cannes per i test ambientali e torneranno a Torino prima del trasferimento al sito di lancio a Baikonur in Kazakhistan L’arrivo sul pianeta rosso è previsto dopo circa sette mesi dal lancio: il rover, denominato Rosalind Franklin, lascerà la navicella attraverso la landing platform e tutta l’operatività, dal movimento del robot alla raccolta ed elaborazione dei dati raccolti sul Pianeta Rosso, sarà controllata dalla Altec, società controllata da Thales Alenia Space Italia e ASI, altra importante protagonista del distretto dello spazio piemontese.

Una missione molto torinese, dunque, quella di Exomars, che ha alle spalle già dodici anni di lavoro per lo studio e lo sviluppo dei sistemi che saranno messi in orbita. Una missione importante, che rappresenta un punto di partenza per il futuro industriale dell’intero distretto, come sottolinea Walter Cugno, responsabile esplorazione e scienza di Thales Alenia Space: «A Torino sono concentrare le competenze italiane sulle missioni spaziali sia in relazione alle alle missioni umane che all’esplorazione robotica e scientifica dell’Universo, anche grazie al lavoro di questi anni per la costruzione dei moduli abitativi destinati alla Stazione spaziale internazionale». Ed è per questo Torino si candida ad avere un ruolo primario anche nelle future missioni su Marte e sul ritorno alla Luna. Intanto resta saldo il legame tra Torino e la stazione spaziale internazionale: sono 25 i cargo (programma Cygnus, MPLM e ATV) finora realizzati a Torino e destinati al rifornimento dell’ISS che nel frattempo vede allungare la sua vita fino ad almeno il 2030. «Nei prossimi anni si apriranno nuove finestre di negoziato per rifornire la Stazione spaziale, mentre è già in corso – spiega Cugno – la competizione per la costruzione dei moduli da mettere in orbita intorno alla Luna».

A Torino lavorano 900 tra tecnici e ingegneri, 800 dei quali alle dirette dipendenze di Thales Alenia Space, che guarda con interesse ai futuri sviluppo della Space Economy. Tanto che la società ha sviluppato con l’americana NanoRacks il modulo Bishop. Si tratta del primo airlock commerciale che opererà sulla Stazione Spaziale Internazionale e sarà lanciato in orbita nel 2020. «Si tratta di un settore in crescita della Space economy – aggiunge Walter Cugno – con piattaforme evolute per il lancio di cubesat e nanosatelliti in orbita, mentre un secondo filone a cui guardiamo con interesse riguarda lo sviluppo in orbita bassa di infrastrutture commerciali da mettere a disposizione di privati, enti di ricerca o ancora istituzioni, interessati a sperimentazioni e ricerche in molti campi, dalle telecomunicazioni alla medicina».

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...