Giorno del Ringraziamento

Thanksgiving Day: il perché di una festa (e la ricetta del tacchino arrosto)

di Franco Sarcina

Thanksgiving, tra sacro e profano

5' di lettura

La storia del Giorno del Ringranziamento, in inglese Thanksgiving, è, come molte storie americane, legata a filo doppio a quella del rapporto fra i nativi americani e i coloni giunti dall’Europa. Ma andiamo in ordine, e vediamo l’origine del Thanksgiving Day negli Stati Uniti (la festa è celebrata anche in altre nazioni, con date e motivazioni diverse).
Dopo un lungo e periglioso viaggio con un galeone chiamato Mayflower, il 21 novembre del 1620 un centinaio di puritani inglesi, che avevano lasciato la madrepatria per non subire la persecuzione religiosa di re Giacomo I Stuart, sbarcarono sulla punta est di quello che poi diventò lo stato americano del Massachusetts, nei pressi di Cape Cod. I Padri Pellegrini - così vennero chiamati in seguito- erano tra i primissimi inglesi arrivati in quella zona del Nord America per cercare di costruirsi una nuova vita. Erano partiti dal porto inglese di Plymouth e, per non perdere tempo in queste quisquilie, decisero che il luogo da loro raggiunto in terra d’America avrebbe avuto lo stesso nome.

La vita però nel Nuovo Mondo non era affatto facile. I Padri Pellegrini si erano portati dall’Inghilterra animali e sementi, ma il rigido inverno della Costa Est del Nordamerica e la debolezza accumulata nel lungo viaggio in nave fecero si che 40 di loro non riuscissero a sopravvivere al primo inverno. Però, anche appunto grazie all’aiuto dei nativi americani della zona, che consigliarono loro di coltivare mais e di allevare tacchini, la colonia riuscì a riprendersi, tanto che, l’anno successivo, i Padri Pellegrini decisero di ricordare il giorno del loro arrivo con una grande festa per ringraziare il Signore. Due anni dopo (era il 1623) il capo della colonia William Bradford decise che quella festa si sarebbe ripetuta ogni anno, il quarto giovedì di novembre. Il primo presidente degli Stati Uniti d’America, George Washington, proclamò quel giorno come festa nazionale, «giorno di ringraziamento e preghiera pubblica, da osservare riconoscendo con cuore ricco di gratitudine i numerosi favori ricevuti dall'Onnipotente». Infine, la data ufficiale fu confermata nel 1863 dal presidente Abraham Lincoln.

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L’usanza del tacchino arrosto
Negli Stati Uniti, il giorno del Ringraziamento è festa nazionale, e viene celebrata con un pasto alla presenza di tutta la famiglia e la cui portata principale è il famoso tacchino arrosto. Qui di seguito vi proponiamo la ricetta:

Tacchino del Ringraziamento guarnito con salsa Gravy
(per 6 persone)
- 1 tacchino pulito ed eviscerato (5 kg, dose per persona: 700 gr)
- 250 g di burro ammorbidito
- timo fresco tritato (almeno due cucchiaini)
- rosmarino fresco tritato (almeno due cucchiaini)
- salvia fresca tritata (almeno due cucchiaini)
- mezzo litro di brodo di pollo o di tacchino
- mezzo litro di vino bianco

Per la cottura senza farcia:
- 10 rametti di timo fresco
- 5 rametti di rosmarino fresco
- 5 rametti di salvia fresca

Per la cottura con la farcia:
- 1,2 kg di pane bianco e nero, tagliato a cubetti
- 1,5 kg di castagne (o 500 g di castagne precotte e sbucciate)
- 180 g di burro
- 4 cipolle piccole, sbucciate, a pezzettini
- 5 coste di sedano, tritate grossolanamente
- 3 cucchiai di salvia fresca tritata finemente
- 1,2 litri di brodo vegetale
- 1 cucchiaio di sale
- una manciata di prezzemolo tritato grossolanamente
- pepe nero

Il tacchino. Preparazione e cottura
- Fare ammorbidire il burro a temperatura ambiente e dividerlo in due parti uguali.
- Preparare il tacchino: pulire accuratamente l'interno, fiammeggiare eventuali residui di piume, sciacquarlo esternamente e asciugarlo con un panno.
- Scaldare il forno a 215°C.
- Mescolare il brodo e il vino. Scaldare insieme a metà del burro.
- Unire le erbe tritate all'altra metà del burro. Salare e pepare a piacere. Mettere da parte 2 cucchiai di questo composto (servirà per preparare la salsa Gravy).
- Separare con delicatezza la pelle del tacchino dalla carne, cominciando dal collo e proseguendo verso il petto e le zampe. Spalmare il composto di burro ed erbe sotto la pelle.
- Stendere la pelle per restituire al tacchino l'aspetto iniziale.
- Spalmare l'esterno e l'interno del tacchino con il composto di burro. Aggiungere sale e pepe a piacere.

- Se si cuoce il tacchino senza la farcia, inserire i rametti di erbe nell'interno e aggiungere circa 50 gr di burro.
- Se si cuoce il tacchino con la farcia, è il momento di inserirla nell'interno, avendo cura di non riempirlo eccessivamente.

- Chiudere la cavità fissando i bordi con stecchini di legno.
- Legare le zampe con lo spago da cucina e ripiegare le ali sotto il tacchino.
- Bagnare l'esterno del tacchino con la miscela di brodo, vino e burro. Ripetere questa operazione ogni 30 minuti durante la cottura, per evitare che la pelle si secchi.
- Infornare nella parte bassa del forno e ridurre la temperatura a 180°C. Cuocere il tacchino per almeno tre ore, irrorandolo con regolarità. Se la pelle tende a scurirsi troppo, coprirla con carta di alluminio.
- Togliere il tacchino dal forno e trasferirlo su un piatto di portata, separandolo dal sugo di cottura.

La farcia
- La sera prima di preparare il tacchino, distribuire i cubetti di pane in un unico strato e lasciarli scoperti a seccare per tutta la notte. In alternativa: infornarli per 10 minuti a 180°C
- Far bollire le castagne per 45 minuti e sbucciarle. Tagliarle a quarti
- Sciogliere il burro in una padella su fuoco medio, unire le cipolle e il sedano e cuocere per circa 10 minuti. Guarnire con la salvia e cuocere per altri 5 minuti.
- Trasferire il composto con le verdure in una ciotola molto capiente. Unire il brodo, le castagne, il pane e il prezzemolo. Salare e pepare a piacere.
- La farcia è pronta per riempire il tacchino.
- Mettere in una teglia imburrata la parte residua di farcia. Coprire con un foglio di alluminio e informare a 180°C per 25 minuti. Scoprire e continuare la cottura per circa 30 minuti.

La salsa Gravy
- Versare il sugo di cottura in un recipiente capiente e lasciarlo riposare. Raccogliere il grasso che si separa in superficie e conservarlo a parte.
- Scaldare in una padella il composto di burro ed erbe preparato per mantecare il tacchino. Aggiungere 1 cucchiaio del grasso del tacchino e 30 g di farina. Mescolare fino a raggiungere un composto dorato (occorrono circa 5-6 minuti).
- Unire un po' alla volta il sugo di cottura sgrassato, mescolando con una frusta. Portare a ebollizione.
- Unire gradualmente il brodo e mescolare per circa 10 minuti o per il tempo necessario a ottenere la consistenza desiderata. Salate e pepate a piacere.

(si ringrazia Lia Maranto per la ricetta)

Riproduzione riservata ©

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