anniversari

The Met: stipendi assicurati fino al 2 maggio ai 2.200 dipendenti

150 anni a porte chiuse: calo delle entrate e possibile utilizzo del fondo di dotazione da 3,7 miliardi. Riduzione di stipendi e personale per gli altri musei

di Maria Adelaide Marchesoni

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150 anni a porte chiuse: calo delle entrate e possibile utilizzo del fondo di dotazione da 3,7 miliardi. Riduzione di stipendi e personale per gli altri musei


3' di lettura

Nell'anno del 150° anniversario il Metropolitan Museum of Art si trova, come peraltro anche altre istituzioni museali, a dover affrontare una crisi senza precedenti e a contrastarne gli effetti cercando di limitare i danni a livello economico finanziario. Al personale dipendente il museo ha dichiarato di garantire il pagamento della retribuzione almeno fino il 2 maggio. Le visite virtuali, installazioni in streaming, le iniziative online per permettere al pubblico di continuare ad ammirare opere e collezioni da casa sono soltanto nuovi modelli di comunicazioni che mantengono vivo l'interesse per la cultura. Ma tutti i festeggiamenti in programma da mesi per l'anniversario dalla fondazione a metà aprile sono stati sospesi a causa della pandemia: tra queste l'inaugurazione della grande mostra “Making the Met”, per tre quarti già installata – avrebbe dovuto raccontare la storia del museo attraverso i suoi oggetti più carismatici come la statua della sovrana egiziana Hatshepsut, il ritratto di “Madame X” di John Singer Sargent e la Santa Rosalia che protegge Palermo dalla peste di Antoon Van Dyck – quando il museo ha chiuso i battenti il 13 marzo senza indicare ufficialmente una data di riapertura.

Gli altri musei americani
Altri musei come l' American Museum of Natural History ha annunciato che pagherà il personale fino al 15 maggio, chiedendo ai dipendenti a tempo pieno di prendere due giorni di ferie alla settimana e tagliando gli indennizzi per i lavoratori part-time. Il MoMA non ha rinnovato i contratti agli addetti freelance all'education e non saranno effettuati ulteriori pagamenti oltre il 30 marzo (venivano riconosciuti 115 dollari per ogni lezione da 60 a 75 minuti). Il New Museum ha licenziato 41 dipendenti, quasi un terzo della sua forza lavoro - la maggior parte dei quali lavorava part-time –, che percepirà lo stipendio fino al 15 aprile, mentre il personale senior subirà un taglio tra il 10 e il 20%, con la direttrice del museo, Lisa Phillips, che ha deciso un taglio volontario del 30%.
Il Whitney Museum of American Art ha licenziato 76 membri dello staff dopo aver previsto un deficit di bilancio di 7 milioni di dollari: il direttore Adam Weinberg e altri membri dello staff senior hanno deciso riduzioni di stipendio simili a quelle del New Museum. Il Guggenheim , che si aspetta un deficit di entrate di 10 milioni di dollari, ha licenziato 92 dipendenti a New York e sta riducendo gli stipendi dei dipendenti che guadagnano più di 80.000 dollari.

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Nelle scorse settimane il campanello d'allarme lanciato dal Metropolitan Museum of Art di chiudere i conti della gestione 2020 (l'anno fiscale chiude il prossimo 30 giugno e la riapertura del museo è prevista solo ai primi di luglio) con un disavanzo di bilancio di ben 100 milioni di dollari ha determinato la necessità da parte del management di verificare l'eventualità di attingere temporaneamente al fondo di dotazione per coprire parte delle spese operative. Questa procedura per limitati importi e secondo disposizioni ben precise viene effettuata ogni anno dai musei americani. Nella gestione 2019 il Met ha “trasferito” dal fondo di dotazione delle riserve disponibili 14,3 milioni di dollari e ha chiuso i conti con un deficit operativo di 1,9 milioni di dollari, in calo rispetto agli 8,3 milioni di dollari dell'anno precedente che, tuttavia, avevano beneficiato di un “trasferimento” di 20,3 milioni di dollari.

Va precisato che nel 2019 il fondo di dotazione del museo ha registrato un incremento di 63,1 milioni di dollari raggiungendo 3,7 miliardi di dollari per le donazioni, pari a 77,1 milioni di dollari, e il rendimento degli investimenti in strumenti finanziari che hanno generato circa 30 milioni di dollari, con un yield return del 5,5% in calo rispetto all'anno precedente quando era del 10,8%. A fine giugno 2019 il portafoglio investimenti a lungo termine presentava un fair value di 3,9 miliardi di dollari, di cui circa 700 milioni investiti in fondi di private equity, real asset e il rimanente in azioni, titoli a reddito fisso, hedge fund. Nei prossimi risultati del 2020, considerando l'andamento attuale dei mercati finanziari, soprattutto, in questa parte dell'anno, il portafoglio investimenti difficilmente evidenzierà una performance simile a quella della gestione precedente.

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