mephisto waltz

The more the merrier


2' di lettura

Nel mediocre presente trash e volgare colpisce che Mephisto, pur demone in totum, frequenti spesso luoghi di cultura: non per ingoiare qualche anima persa, ma per il puro piacere di conoscenza. Ieri ad esempio svolazzava nel cielo londinese ora sempre terso, anni luce lontano da quei nebbioni di vittoriana memoria che solo un cartoonist come Giles, il Giannelli di allora, sapeva rappresentare. Toc, toc...entrato in una libreria antiquaria, ecco che adocchia “Clothes and the Horse” di Sidney D. Barney (1953) il testo fondamentale per chi voglia sapere come ci si veste in modo corretto, “for all Riding Occasions”. Ossia il primo libro “reference for every man, women and child “, che partecipino a una caccia alla volpe. L’”Historical Introduction” è firmata da James Laver, che si titola C.B.E.,F.R.S.A.,F.R.S.L. (manco il diavolo sa come decriptarli), mentre il “foreword” del Viscount Knutsford lo vede accanto alla foto di una giovane Queen Elisabeth: Her Majesty è immortalata mentre premia il Lieutenant-Colonel Harry Leewellyn, “in recognition of his having been the Leading Show Jumping Rider of Europe (sic) per il 1949, ‘50 e ‘51.” La conclusione, degna di citazione, recita che se si studiano i comportamenti recenti, dei lunghi anni della II W.W., “Time works great changes“. Ma scherziamo? Quella durò solo 6 anni. La metà delle guerre odierne, per non parlare di quelle del passato. Come la guerra dei Trent’anni (1616-48) scatenata dalla terza defenestrazione di Praga, o prima ancora dei Cento anni (1337-1453) quella con Giovanna d’Arco.

Il fattore tempo è vero, è relativo. Come dimostra il bel libro appena uscito da Einaudi, ritmato a quattro mani da due grandi giapponesi, lo scrittore Murakami Haruki e il direttore d’orchestra Ozawa Seiji. Di quest’ultimo nulla più si sa. Se non che fosse da lungo molto ammalato. Ma nelle 312 pagine, godibilissime, dell’intervista-ritratto di “Assolutamente musica” è proprio il periodo di convalescenza, dopo un pesante intervento chirurgico, a portare i nostri a parlare di musica. Di tempo in tempo,  si vola a quello del metronomo (tic-toc, tic-toc) indicato negli spartiti e partiture urtext: eterno dilemma irrisolvibile degli interpreti. Dove Debussy, anche in questo, taglió corto: il tempo del metronomo non può che essere l'’“Espace d’un matin”, la durata della rosa di Ronsard (1524-85): cioè l’”Espace d’une mesure”. Tout se tien (de Saussure,1837- 1913).

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti
Loading...