I FILM DEL FINE SETTIMANA

«The Old Guard», Netflix gioca ancora la carta dell'action

Un gruppo di immortali mercenari è al centro del nuovo film di Gina Prynce-Bythewood. Nel cast Charlize Theron, Matthias Schoenaerts e Luca Marinelli

di Andrea Chimento

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Un gruppo di immortali mercenari è al centro del nuovo film di Gina Prynce-Bythewood. Nel cast Charlize Theron, Matthias Schoenaerts e Luca Marinelli


3' di lettura

Netflix continua a puntare forte sul cinema d'azione: dopo il successo di «Tyler Rake» con Chris Hemsworth, l'importante azienda americana ha lanciato un nuovo prodotto originale ad alto tasso adrenalinico, «The Old Guard».

Protagonista è un gruppo di mercenari, immortali e capaci di guarire da (quasi) ogni ferita, che ha lottato nel corso dei secoli nelle guerre più importanti combattute dall'uomo. La loro vita cambia improvvisamente quando scoprono l'esistenza di una ragazza che ha il loro stesso potere.Tratto dal fumetto omonimo di Greg Rucka, che ha scritto anche la sceneggiatura, «The Old Guard» è un film dall'incipit accattivante, che chiede però fin da subito la “sospensione dell'incredulità” allo spettatore, dato che fin dai primissimi minuti si coglie come la credibilità narrativa non sia una prerogativa della pellicola.Niente di grave, anzi, dato che siamo in un'opera che gioca con la fantasia e nella quale è proprio questo versante a suscitare il maggior tasso d'interesse e di curiosità nel pubblico, desideroso di capire la natura di questi esseri misteriosi.

Peccato però che questo interesse si palesi soltanto a tratti, all'interno di un lungometraggio incredibilmente prolisso e ridondante, che fatica davvero troppo a coinvolgere e ad appassionare come avrebbe voluto.

Charlize Theron e Luca Marinelli

Il cast fa comunque piuttosto bene il suo dovere: la protagonista Charlize Theron è pienamente a suo agio nei panni dell'eroina action (basti pensare inoltre alla sua ottima prova nel superiore «Atomica bionda»), ma anche gli altri interpreti non recitano male.Oltre a Chiwetel Ejiofor e Matthias Schoenaerts, c'è anche Luca Marinelli, in un ruolo che fatica però a mettere in luce le sue qualità recitative: da ricordare che Marinelli sarà invece assoluto protagonista di «Diabolik», nuovo e attesissimo film dei Manetti Bros che uscirà alla fine di quest'anno.

Se gli attori non demeritano, molti limiti arrivano dalla regia di Gina Prynce-Bythewood, che non riesce a regalare sequenze degne di nota e fatica a gestire il ritmo complessivo della vicenda.

Nessuno sa che io sono qui

Tra i film nuovi su Netflix si segnala inoltre il lungometraggio cileno «Nessuno sa che io sono qui», esordio di Gaspar Antillo con protagonista Jorge Garcia.L'attore americano, diventato celebre per il ruolo di Hugo Reyes in «Lost», interpreta un uomo che vive, insieme a suo zio, completamente isolato dal resto del mondo, curando una fattoria e un piccolo gregge di pecore. Il suo passato, però, lo tormenta.È decisamente curiosa la trama di questa opera prima, incentrata su un ragazzino dall'enorme talento vocale, la cui voce è stata sfruttata da un produttore musicale che l'ha utilizzata per farla cantare (in playback) da un coetaneo dall'aspetto decisamente più attraente di lui.Il titolo del film è anche il titolo della canzone ed è l'emblema della storia di un personaggio di cui nessuno immaginava l'esistenza: dietro le quinte da bambino e isolato dal resto del mondo nell'età adulta.È un prodotto drammatico e doloroso, che funziona più nel soggetto che nella sceneggiatura vera e propria, tanto che forse sarebbe stato più incisivo sviluppare un mediometraggio anziché un lungo.Resta comunque un film da vedere, con alcuni assi nella manica soprattutto per chi è in cerca di una pellicola distante dalle logiche commerciali odierne, anche se la parte centrale è piuttosto fiacca e la sensazione finale è che si potesse fare di meglio con una base narrativa simile.

Tra i produttori c'è Pablo Larraín, uno dei più grandi registi contemporanei, che tornerà nelle nostre sale a inizio settembre con il bellissimo «Ema», presentato in concorso alla Mostra di Venezia 2019.


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