cinema e week-end

«The Rider», un western moderno ambientato nel mondo del rodeo

Nelle sale arriva il film firmato da Chloé Zhao, un lungometraggio indipendente di notevole intensità che esce nelle nostre sale con oltre due anni di ritardo dalla presentazione al Festival di Cannes.

di Andrea Chimento


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Una scena di «The Rider»

2' di lettura

Il cinema western è protagonista nelle nostre sale con «The Rider», film che arriva finalmente sugli schermi italiani a più di due anni di distanza dalla presentazione al Festival di Cannes 2017.

Un giovane cowboy, dopo un tragico incidente a cavallo, vede sfumare i propri sogni: scopre infatti che non potrà più gareggiare in un rodeo. Tornato a casa nella riserva indiana di Pine Ridge, South Dakota, Brady lotta per superare il trauma dell'incidente, sia dal punto di vista fisico che psicologico.

GUARDA IL VIDEO: Il trailer ufficiale di The Rider - Il sogno di un cowboy

Opera seconda di Chloé Zhao, regista cinese trasferitasi negli Stati Uniti in giovane età, che dimostra già un discreto talento con questo film che segue il suo esordio del 2015, «Songs My Brothers Taught Me».

È innanzitutto un prodotto coraggioso questo lungometraggio indie, che guarda con durezza alla provincia americana e punta più sull'introspezione psicologica che sull'azione, concentrandosi sui tormenti di un giovane che cercherà in ogni modo di poter tornare a seguire il suo sogno.

Le immagini contano più delle parole in questo film che lascia spazio al silenzio per descrivere al meglio i sentimenti dei personaggi e il loro rapporto con i cavalli, veri e propri co-protagonisti della narrazione.
Inizialmente fatica un po' a ingranare, ma inserita la marcia giusta diventa un'opera capace di coinvolgere e interessare, anche per la sua natura di western moderno e anticonvenzionale.

Piccola curiosità: la famiglia al centro della pellicola è composta da tre attori che sono padre, figlio e figlia anche nella vita reale.

Menzione speciale per il protagonista Brady Jandreau, attore non professionista semplicemente perfetto in un ruolo tutt'altro che semplice.

L’amour flou

Genere molto diverso è quello di «L'amour flou», commedia francese diretta e interpretata da Romane Bohringer e Philippe Rebbot. I due si sono ispirati direttamente alla loro vita privata per raccontare la storia di una coppia che decide di lasciarsi, ma di continuare a vivere sotto lo stesso tetto, o quasi: traslocano in due appartamenti separati, ma comunicanti attraverso la camera… dei bambini.

GUARDA IL VIDEO: L' Amour Flou - Come separarsi e restare amici: Trailer Italiano ufficiale

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