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The Rossellinis, tra vizi privati e pubbliche virtù

Ha chiuso la settimana della critica all'ultima Mostra di Venezia coi fuochi d'artificio: un'esperienza cinematografica unica, da testare senza pregiudizi, anche fosse solo per disapprovarne l'essenza dissacratoria, godetevela. E non perdete il film, al cinema solo 26, 27 e 28 ottobre

di Federica Polidoro

2' di lettura

Ha chiuso la settimana della critica all'ultima Mostra di Venezia coi fuochi d'artificio. Sì, perché il regista Alessandro Rossellini, uno dei numerosi successori (senza eredità) della dinastia del più famoso Roberto, non certo passa inosservato. Caotico, scombinato, eccentrico, porta al cinema il più dissacrante dei documentari possibili sul nonno (e su tutti i suoi “derivati”).

Dall'incipit, sincopato a ritmo jazz, funk, pop, con una colonna sonora creata ad hoc da Stefano Brunetti, Ruggero Catania, Luigi De Gasperi, Elisabetta Spada e Margherita Vicario e il montaggio magistrale di Ilaria De Laurentiis, il film inchioda gli spettatori allo schermo come in un sortilegio.

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The Rossellinis, tra vizi privati e pubbliche virtù

Mitologico anche nella vita privata, Roberto Rossellini colonizza il mondo come Genghis Khan attraverso idee e copiosa figliolanza con la più svariata dell'umanità, dall'India alla Svezia, influenzando gli eredi col suo contraddittorio pensiero anche a molti anni dalla sua dipartita.

È così che la pecora nera della famiglia, Alessandro appunto, ex cocainomane, sciupafemmine e anima irrequieta, figlio di una fugace relazione tra Renzo e un'avvenente ballerina afroamericana, inventa il singolare espediente narrativo della “Rossellinite”, una patologia infettiva diffusa tra tutti i membri dell'allargato clan familiare.

In una prospettiva invertita e distorta dalle esperienze personali, emergono legami forti e un distintivo slancio dialettico. Tra scene comico/grottesche sullo sfondo di funerali, morti e cimiteri, è impossibile non entrare in empatia con la babelica “Famiglia Addams 3.0”, in cui sincere tenerezze e severe valutazioni si alternano senza tregua.

Vivo, divertente, onesto e nuovo nella fattura e nella concezione The Rossellinis è un'esperienza cinematografica unica, da testare senza pregiudizi, anche fosse solo per disapprovarne l'essenza dissacratoria. In questa intervista con IL, il regista racconta come ha portato a termine il progetto, tra varie controversie e difficoltà produttive. Godetevela. E non perdete il film, al cinema solo 26, 27 e 28 ottobre.

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