ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùl’ascesa del forum per la democrazia

Thierry Baudet, il «dandy» che guida la riscossa populista in Olanda

di Michele Pignatelli


Partito di estrema destra entra al senato in Olanda

2' di lettura

C’è qualcosa di nuovo e al tempo stesso antico nell’Olanda che ha designato primo partito al Senato il Forum per la democrazia di Thierry Baudet. Il movimento e il leader sono l’ultima espressione del populismo di destra “made in the Netherlands”, un Paese che dall’inizio del nuovo millennio ne ha già sfornati almeno tre: Pim Fortuyn, il fondatore della lista omonima assassinato da un’estremista animalista nel 2002, Geert Wilders, il leader del Partito per la libertà (Pvv) uscito invece ridimensionato dall’ultimo voto, e - appunto - Baudet.

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Il dandy della politica
Il Forum per la democrazia (Fvd) è un partito giovane, fondato appena nel 2016. E giovane è il suo leader, il 36enne Thierry Henry Philippe Baudet, discendente da una famiglia di esuli ugonotti. Baudet non è il leader populista tipico, voce ed espressione dell’uomo della strada (“Henk e Ingrid” nella declinazione olandese), come per esempio Wilders. Ricorda piuttosto Fortuyn per l’immagine di intellettuale un po’ snob che gli è già valsa il soprannome di “dandy della politica”.

Dopo aver studiato Storia e Legge ad Amsterdam, Baudet ha conseguito un dottorato in Legge all’Università di Leida, la più antica del Paese. Intellettuale brillante - è editorialista dell’autorevole Nrc Handelsbald - e fotogenico, abbina una presenza sui social network assidua e a volte provocatoria (come quando postò su Instagram una foto nudo sul bordo di una piscina) al costante richiamo al buon tempo antico, suona il pianoforte - se ne è fatto portare uno in Parlamento - e infarcisce i suoi discorsi di citazioni classiche e filosofiche. Anche nel discorso celebrativo della vittoria, mercoledì sera, non ha fatto mancare un riferimento a Hegel, Minerva e la saggezza antica.

Nel solco dell’estrema destra europea
Tuttavia, secondo alcuni osservatori che già studiano il personaggio, dietro Dorian Gray si nasconde un ritratto meno rassicurante. Fuor di metafora, bell’aspetto e bei modi caratterizzano un pensiero molto simile a tanti leader di estrema destra in Europa: nazionalismo, in nome del “Dutch First” a tutti i livelli, dall’economia alla cultura; posizioni anti-establishment ed euroscetticismo, con la richiesta di referendum per uscire dall’euro e dall’Unione europea; linea dura contro il multiculturalismo e gli immigrati, sebbene sia stata almento parzialmente smorzata la retorica anti-Islam, da sempre centrale nel messaggio di Wilders; rapporti più stretti con la Russia. Tradizionali cavalli di battaglia del populismo di destra a cui si aggiungono altre zone d’ombra: una posizione negazionista sui cambiamenti climatici; commenti tutt’altro che ispirati al “politically correct” sulla parità di genere, con le donne che sarebbero per Baudet «meno brillanti nel lavoro e meno ambiziose»; oppure frequentazioni controverse: ha fatto discutere una sua fotografia con Milo Yiannopoulos, discusso ex caporedattore di Breitbart News (il sito di riferimento della alt-right, l’estrema destra statunitense), recentemente bandito dall’Austalia per i suoi commenti sul massacro della Moschea di Christchurch. La popolarità di Baudet, in ogni caso, continua a crescere. Con il suo Forum per la democrazia dovrà d’ora in poi fare i conti non solo l’Olanda ma anche l’Europa.

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