IL TOUR OPeRATOR

Thomas Cook è fallita, partono i charter per recuperare i turisti

Annullati tutti i voli e i pacchetti turistici. Il governo britannico e la Civil Aviation Authority (Caa) ha attivato la procedura per riportare a casa 150mila cittadini bloccati all’estero: si tratta della maggiore operazione di rimpatrio in tempo di pace


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Un areo di Thomas Cook, il tour operator in gravi difficoltà finanziarie (Ap)

2' di lettura

Thomas Cook, il tour operator britannico con 178 anni di storia alle spalle, ha chiesto la liquidazione giudiziaria e tutti i futuri voli e vacanze sono annullati. Lunedì 23 settembre sono iniziate le procedure per il ponte aereo organizzato dal governo britannico e dalla Civil Aviation Authority (Caa) per rimpatriare i turisti bloccati all'estero dopo il default. Anche due anni era stata fatta la stessa l’operazione di salvataggio per i passeggeri rimasti a terra dopo il default della compagnia low cost inglese Monarch Airlines. Per il Regno Unito si tratta della maggiore operazione di rimpatrio in tempo di pace.

Pronti 45 charter per recuperare i turisti
In totale vi sono quasi 600.000 clienti del tour operator attualmente in vacanza, 150.000 dei quali britannici, inclusi 16.000 il cui rientro nel Regno Unito, era previsto per lunedì. Il ministro dei Trasporti, Grant Shapps, ha detto che sono pronti 45 aerei charter per sostituire la flotta Thomas Cook e la Caa prevede per stasera il rimpatrio d'almeno 14.000 persone.

Intanto le autorità britanniche hanno invitato i turisti bloccati - che si trovano fra l'altro nei Caraibi, in Turchia e nella Baleari - a non saldare il conto degli hotel prenotati tramite il tour operator senza prima aver consultato l’agenzia dell’aviazione civile.

Tanti i voli cancellati, caos negli aeroporti
Se in Spagna sono 46 i voli cancellati, in Grecia almeno 50mila turisti dovrebbero tornare a casa nei prossimi giorni. Il ministro del Turismo greco si è detto molto preoccupato per l’effetto tsunami che potrebbe abbattersi sull’economia del Paese e soprattutto a Creta dove il 70% delle attività turistiche lavorava con l’operatore inglese.

Condor chiede prestito ponte al governo tedesco
La compagnia aerea tedesca Condor ha annunciato di voler invece mantenere i suoi voli, nonostante il fallimento della controllante britannica Thomas Cook, e di voler richiedere un prestito di emergenza al governo tedesco per evitare una carenza di liquidità .

Come si è arrivati al default
Nonostante le trattative serrate, Thomas Cook non è riuscita a raggiungere un accordo con i creditori e questo ha innescato la richiesta di bancarotta. Con la liquidazione Thomas Cook mette a rischio 22.000 posti di lavoro a livello globale, di cui 9.000 in Gran Bretagna.

La situazione finanziaria del gruppo si è fatta sempre più delicata, nonostante il rifinanziamento effettuato da Fosun - la società cinese suo primo azionista dal 2015 - lo scorso agosto.

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A rischio sono anche i 9mila posti di lavoro nel Regno Unito (22mila nel mondo) del più antico tour operator del mondo, fondato nel 1841. Il gruppo dispone di svariati hotel, resort e di due compagnie aeree (Thomas Cook e Condor).

Questo è il periodo dell’anno in cui Thomas Cook regola i pagamenti con i suoi fornitori dopo l’intensa stagione turistica estiva. Generalmente i pagamenti alle strutture avvengono nell’arco di 60-90 giorni ma ora il rischio è che ciò non avvenga e che a pagarne le conseguenze siano i viaggiatori.

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