arte

Thomas Gainsborough, ritratti di famiglia

di Nicol Degli Innocenti

2' di lettura

Pochi artisti nella storia hanno amato dipingere membri della propria famiglia tanto quanto Thomas Gainsborough. La sua scelta di moglie, fratello, sorella, cognati, ma soprattutto delle due adorate figlie come soggetti per decine di quadri era certo dovuta all'affetto per loro ma era anche un mezzo per pubblicizzare le sue doti di ritrattista.

I paesaggi di Gainsborough, che colgono la quintessenza della campagna inglese, sono amatissimi in Gran Bretagna. Nelle sue lettere lui ammette che dipingere paesaggi era la sua vera passione ma che purtroppo non era un'occupazione abbastanza redditizia. Dipingere ritratti di nobili portava i soldi necessari, ma era limitante, “come una prigione”, “un maledetto tormento”, secondo lui.

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Nel dipingere persone a lui vicine invece l'artista non aveva vincoli o restrizioni e non doveva adulare il committente. Una nuova mostra alla National Portrait Gallery, “Gainsborough's Family Album”, punta sui ritratti di famiglia dell'artista, nei quali ha potuto esprimersi più liberamente e sperimentare in continuazione con il pennello.

L'artista amava improvvisare e lavorare rapidamente e i suoi ritratti hanno una vivacità dovuta al dinamismo delle pennellate. Si può quasi immaginare Gainsborough che con pochi colpi di pennello crea i riflessi della seta di un abito, rende il languore di uno sguardo, coglie un'espressione facendoci quasi conoscere la persona ritratta. Le pennellate rapide, l'attenzione alla luce e al movimento sembrano quasi anticipare l'impressionismo.

Non solo conosciamo i membri della sua famiglia ma li seguiamo negli anni mentre crescono o invecchiano. I suoi soggetti preferiti erano le sue figlie Margaret e Mary, sorelle inseparabili, ritratte da bambine che giocano inseguendo una farfalla, da ragazze che studiano arte e poi da donne eleganti in abiti di raso.
Vediamo la moglie Margaret da sposa ragazza a giovane madre a signora di mezz'età con un'espressione rassegnata sul volto. Lo stesso Gainsborough è presente in otto quadri: ha vent'anni nel primo autoritratto e poi invecchia e ingrassa e nell'ultimo quadro sembra quasi un fantasma, con una presenza impalpabile, come una premonizione della sua morte prematura per un tumore nel 1788.

    Incontriamo anche i genitori dell'artista, suo fratello e sua sorella, suo cognato e i suoi nipoti e cugini, e naturalmente anche i cani di famiglia. Sono ritratti che rivelano quello che Gainsborough pensava dei soggetti. La sorella Sarah è elegantissima, mentre suo marito, un falegname, appare ordinario e sciatto. In contrasto nei due ritratti dei due nipoti l'artista trasforma Gainsborough Dupont e Edward Richard Gardiner da anonimi provinciali a giovani aristocratici vestiti di scintillante seta celeste. Ritratti che oltre a essere un gesto d'affetto volevano essere anche un biglietto da visita per l'ingresso nel bel mondo.

    Gainsborough's Family Album
    Fino al 3 febbraio
    National Portrait Gallery, Londra
    www.npg.org.uk

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