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ThyssenKrupp in cerca di liquidità nonostante la cessione degli ascensori

Il margine di manovra finanziario della vendita della divisione sarà inferiore di quanto previsto inizialmente - Il gruppo avrebbe chiesto un miliardo di prestiti garantiti in attesa di perfezionare il deal con i fondi

di Matteo Meneghello

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(© Rupert Oberhäuser/imageBROKER)

Il margine di manovra finanziario della vendita della divisione sarà inferiore di quanto previsto inizialmente - Il gruppo avrebbe chiesto un miliardo di prestiti garantiti in attesa di perfezionare il deal con i fondi


2' di lettura

Non c’è pace per Thyssenkrupp, che non riesce a mettersi alle spalle del tutto le difficoltà della ristrutturazione nemmeno con la cessione-monstre da 17,2 miliardi di euro, relativa al gioiellino della divisione ascensori. Ieri il titolo della conglomerata di Essen ha perso oltre il 14% alla Borsa di Francoforte (la peggior performance del Dax30), dopo l’annuncio che la crisi provocata dal coronavirus avrà ripercussioni negative sui margini sperati dal gruppo con la vendita a un consorzio tra Advent e Cinven, che dovrebbe essere perfezionata - Ft, che segnala qualche difficoltà dei fondi a digerire il boccone, sottolinea come un eventuale fallimento sarebbe disastroso, pur riconoscendo che non ci sono segnali contrari - entro luglio .

«Il margine di manovra finanziario ottenuto grazie alla vendita della divisione ascensori sarà inferiore di quanto previsto inizialmente» si legge in una lettera che la presidente del gruppo, Martina Metz, ha inviato ai dipendenti, nella quale si specifica che la crisi causata dal Covid-19 ha provocato più uscite di cassa.

In febbraio Thyssenkrupp (l’indebitamento finanziario è di 7,1 miliardi di euro) ha trovato l’accordo per vendere a 17,2 miliardi di euro la sua divisione ascensori. Grazie alla vendita di questa divisione, la più redditizia del gruppo, Thyssenkrupp puntava a una «nuova partenza», finanziando il suo piano di ristrutturazione. La pandemia però ha ridotto la produzione «in tutti i settori di attività» e costretto alla chiusura temporanea di molti stabilimenti a causa del «calo della domanda». Si tratta di elementi che peseranno tutti finanziariamente sul gruppo, che ha messo in cassa integrazione 30mila dipendenti nel mondo e non esclude un aumento di questo numero nelle prossime settimane. Secondo il quotidiano tedesco Handelsblatt il gruppo potrebbe ricevere un miliardo di euro di prestiti garantiti dallo Stato tedesco, proprio per sostenere la necessità di cassa prima della chiusura del deal sugli ascensori.

I fondi, segnala il Financial Times, sono in cerca di investitori in grado di aiutarli a sostenere il peso dell’operazione di acquisto della divisione ascensori. La presidente Metz ha indicato che il perfezionamento della vendita dovrebbe chiudersi nei tempi previsti ma se così non dovesse essere, il gruppo avrà bisogno di «fondi supplementari».

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