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Tiffany ora punta (anche) sugli uomini: una nuova collezione per sostenere il rilancio

Lo storico marchio statunitense ha presentato la prima collezione pensata interamente al maschile, arricchita da numerosi “luxury toys”. E nonostante un 2019 finora in affanno (in primis per Hong Kong), la Cina ne sostiene i conti

di Chiara Beghelli


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4' di lettura

Tiffany punta sulla Cina, nuova mecca per acquisti di lusso

Una scacchiera in argento, oro “vermeil” 24 carati e legno, che ha richiesto ben un anno di lavoro da parte degli artigiani e che costa 75mila dollari: è questo il pezzo più importante, e per certi versi emblematico, della nuova collezione Tiffany’s Men, che il marchio americano ha dedicato agli uomini e appena lanciato sul mercato. Annunciata durante l’estate, la collezione è stata presentata con un party all’Hollywood Athletic Club di Los Angeles, che ha rubato per una volta la scena alla città-icona di Tiffany, New York.

Una collezione che rivela la nuova strategia di Tiffany, marchio storico della gioielleria mondiale (e uno dei più importanti, con un fatturato 2018 da 4,4 miliardi di dollari), ma che negli ultimi anni è al centro di un processo di rilancio. Come nota il New York Times, nelle sue tipiche vetrine orizzontali di cristallo Tiffany offriva già creazioni pensate al maschile: solo che si trattava della gioielleria tradizionale, peraltro molto “americana” come fermacravatte, portasoldi e anelli sul modello “class”, quelli che indossato dagli studenti universitari.
Invece, questa nuova collezione comprende bracciali e anelli con design pensati ad hoc, ma soprattutto numerosi e innovativi esempi di quei “luxury toys” con cui molti marchi del lusso, da Zegna a Berluti a Dunhill’s, puntano al mercato degli uomini passando dalle loro passioni più diffuse, che si tratti di mixology, motori o sport.

Tiffany presenta la sua nuova collezione maschile

Tiffany presenta la sua nuova collezione maschile

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Così, nella nuova Tiffany’s men spiccano anche un apribottiglie, uno yoyo e un set da palle da biliardo (ovviamente tutte in Tiffany Blue, colore protetto da copyright), un metro a nastro e racchette da ping pong, un mini set di mattoncini tipo Lego in argento e legno di noce, un fischietto, e sul fronte bar diversi tipi di bicchieri, bottiglie e cucchiai e un jigger (il misurino a doppio cono per fare i cocktail).

Tutte le creazioni sono organizzate in due collezioni, Tiffany 1837 Makers e Diamond Point: la prima incarna la tradizione artigiana del brand e si ispira al laboratorio di argenteria di Tiffany e alla sua tradizione nella creazione di trofei sportivi, e reca due incisioni, “T & CO MAKERS,” “NY” e “AG925” (in riferimento allo standard di composizione dell’argento di 925 parti su 1000 stabilito proprio da Tiffany per gli Stati Uniti); la Diamond Point, più grafica e contemporanea, evoca lo stretto legame di Tiffany con i diamanti.

Viaggio nei diamanti «etici» firmati Tiffany

Viaggio nei diamanti «etici» firmati Tiffany

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Reem Krakoff, dal 2017 primo direttore artistico del brand, ha definito le linee guida creative di queste novità, coerenti con l’intenzione di rinfrescare ed estendere il brand che è già passata anche attraverso il coinvolgimento, per esempio, di Lady Gaga, Elle Fanning e Kendall Jenner come testimonial/influencer. All’inizio di ottobre, il marchio ha presentato anche due nuove fragranze, anche in questo caso un lancio congiunto con Tiffany & Love for Her e for Him. E l’estate appena trascorsa è stata una stagione densa di annunci: l’apertura del promettente mercato indiano tramite una joint venture con Reliance Brands Limited, con i primi negozi previsti entro la fine dell’anno a Delhi e nella seconda metà del 2020 a Mumbai, e, su un altro fonte molto importante per il gruppo, il nuovo sito dedicato alla sostenibilità.

Lady Gaga agli Oscar 2019 con una collana Tiffany

«Accelerare le introduzioni di nuovi prodotti» fa parte della strategia di crescita delineata dal ceo Alessandro Bogliolo. Dopo un 2018 in crescita, quest’anno però non si è aperto positivamente per Tiffany: alla fine di agosto sono stati diffusi i dati relativi alla prima metà dell’anno, che hanno evidenziato ricavi pari a 2 miliardi di dollari, in calo del 3% rispetto allo stesso periodo del 2018, e utile netto a -9% per 287 milioni di dollari. A
pesare sui conti è stato il calo delle vendite ai turisti negli Stati Uniti, le tensioni ad Hong Kong,
mentre vanno molto bene le vendite in Mainland China, trainate dall’aumento dello shopping nazionale e da una politica di avvicinamento dei prezzi a quelli occidentali.

Brie Larson e Gong Li all’inaugurazione della mostra “Vision & Virtuosity” a Shanghai

Peraltro, proprio a Shanghai il 23 settembre Tiffany ha inaugurato la sua prima mostra, “Vision & Virtuosity”, dedicata al suo heritage. Ma proprio in Cina, come è già accaduto ad altri brand del lusso, Tiffany ha dovuto affrontare delle proteste: in una foto postata su Twitter, l’attrice Sung Feifei si copriva l’occhio destro con una mano (con un anello Tiffany), una posa nel quale è stata vista una forma di sostegno ai dimostranti di Hong Kong, che si coprono proprio l’occhio destro per protestare contro la polizia. Il tweet è stato rimosso e l’azienda si è difesa dicendo che le foto erano state realizzate prima dell’inizio degli scontri a Hong Kong.

Sung Feifei nella foto accusata in Cina di evocare le proteste di Hong Kong

Intanto, anche l’avanzamento del processo di ristrutturazione della rete di vendita, con la superficie commerciale globale aumentata del 3% attraverso 10 nuovi negozi, cinque chiusure e 17 fra rinnovamenti e relocation, sta dando i suoi frutti. E per questo le stime relative alla chiusura dell’anno fiscale 2019, che terminerà il 31 gennaio 2020), restano ottimistiche.

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