audizione a san macuto

Tifo e mafia, il presidente Juventus Agnelli: mai incontrato Dominello da solo, nessuna minaccia da ultras

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3' di lettura

«Non ho mai incontro Rocco Dominello da solo» e «non ho mai ricevuto minacce da ultrà». Lo ha detto il presidente della Juventus, Andrea Agnelli, nel corso dell'audizione in commissione Antimafia presieduta da Rosy Bindi. L'audizione di Agnelli - che giorni fa ha testimoniato a Torino nell'ambito del processo di 'ndrangheta Alto Piemonte - rientra nell' inchiesta che proprio la Commissione Antimafia, e in particolare il Comitato Mafia e sport, presieduto dal deputato Marco Di Lello (Pd), sta portando avanti da alcuni mesi per verificare le presunte collusioni in alcuni club calcistici tra tifoserie e malavita. Nel corso dell'inchiesta sarebbero infatti emersi contatti tra la dirigenza della Juve e Rocco Dominello, insieme al padre Saverio rappresentante in Piemonte della cosca Bellocco Pesce di Rosarno - per la gestione della vendita di biglietti e abbonamenti.

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«Mai incontrato Dominello da solo»
Agnelli dichiara di ricordare 3-4 incontri con Dominello, «una volta in una cena ad Asti con centinaia di tifosi - ha spiegato in commissione Antimafia - una volta nei miei uffici con tutti i tifosi, un'altra volta è venuto con Germani in sede per gli auguri natalizi, una volta presso i miei uffici in Lamse con Alessandro D'Angelo in una delle occasioni in cui ho incontrato tutti i tifosi». «Mai nessuno ha avuto il dubbio, prima dell'indagine torinese, che Rocco Dominello potesse essere qualcosa di diverso da un semplice ultras», ha detto Agnelli. «Ribadisco che se ho incontrato Dominello - ha proseguito - può essere stato nell'ambito di un consesso di tifosi ed è pacifico che se non solo io ma tutti i miei dipendenti avessero saputo, quello che oggi è emerso, mai avremmo avuto rapporti con lui». «Dominello non è scelto da noi ma dalla curva» ha aggiunto poi Agnelli, spiegando di non aver «mai ricevuto minacce da ultrà e mai pensato a Dominello come "operativo"».

Bindi: «Quadro di seria preoccupazione»
«È emerso fin qui un quadro che presenta seri elementi di preoccupazione sotto molti punti di vista, non da sottovalutare come hanno dimostrato recenti fatti di cronaca. Obiettivo della commissione è sensibilizzare tutti i soggetti coinvolti e proporre le più opportuni soluzioni in Parlamento». Così ha detto la presidente Rosy Bindi aprendo i lavori dell'Antimafia e dopo aver fatto ad Agnelli i suoi complimenti per la vittoria della Coppa Italia di ieri sera. «A noi interessa capire la lettura che Agnelli dà dei fattiche si sono verificati» ha continuato Bindi, «ci interessa capire se la società si è interrogata sul perchè è successo questo, di chi sono le responsabilità». «Vogliamo capire che parte intende giocare nella federazione nazionale perchè non si verifichi più quello che si è verificato», ha concluso.

Agnelli: «Sicuri che legge Pisanu risponda a esigenze?»
Nel corso dell'audizione, poi, il presidente della Juve he espresso i suoi dubbi sulla legge Pisanu: «Siamo sicuri - ha detto - che la legge che permette la vendita ad una singola persona di 4 biglietti al massimo, risponda all'esigenza sociale del pubblico che per spostarsi deve organizzarsi in gruppi?». «Certo se si procedesse ad una deroga o ad una modifica della normativa, essa dovrebbe comunque prevenire le truffe o l'accaparramento a fini speculativi dei tagliandi» ha spiegato Agnelli, sottolineando che la sua riflessione «non è un alibi rispetto al procedimento in corso presso la Figc contro la Juventus» e che «se ci sono state irregolarità, andranno sanzionate in modo adeguato».

«Bagarinaggio dilaga su digitale»
«Bagarinaggio? Siamo stati colti di sorpresa nel dover gestire uno stadio troppo piccolo, sempre tutto esaurito ogni domenica», ha detto Agnelli. E «se penso alla finale di Champions che andremo a giocare con orgoglio a Cardiff, vado on line e trovo biglietti a 3 e 5 mila euro. Prezzi che sono assurdi». Secondo il presidente bianconero «il fare incetta di tagliandi a fini puramente speculativi va combattuto e sul digitale sta invece dilagando grazie all'uso dei cosiddetti bot, software che permettono in pochi secondi di concludere un alto numero di transazioni».

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«Giudizio immediato dentro stadi»
Parlando poi della prevenzione della violenza negli stadi, il numero uno della Juventus ha dichiarato di «volere solo situazioni bianche o nere». «Da qui a settembre - ha spiegato Agnelli - dovremo avere situazioni chiare e definite nelle parti calde degli stadi: dagli steward ai reati con giudizi immediati stile inglese. Questo è il primo passo. Poi serve un tavolo congiunto. Presidiamo questi territori, andiamoci noi come Stato».

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