PELLETTERIA

Tigamaro, in arrivo un nuovo stabilimento

Il modello di business dell’azienda è tutelato dal diritto d’autore

di Michele Romano


2' di lettura

Uno stabilimento da 5mila mq, l’Accademy aziendale, il diritto d’autore sul nuovo modello di business: queste le nuove sfide di Tigamaro, azienda della pelletteria che produce per i top brand del lusso. L’ingresso in Elite è già alle spalle, quello in Borsa non è in programma nell’immediato, anche se – spiega Luca Bortolami, ceo dell’azienda di Tolentino (Mc) – «la manifattura non è secondaria rispetto alle dinamiche finanziarie dell’Italia, anzi è il cuore pulsante dell’economia nazionale».

Occupazione e crescita «sostenibile» aggiunge l’imprenditore veneto, che ha due dogmi: «il territorio, che non può essere ulteriormente consumato» e il legame con questa parte della Marche, «centrale e indissolubile», nei progetti di sviluppo. A settembre verrà posata la prima pietra del nuovo stabilimento su un’area di 30mila metri quadri, sempre a Tolentino, e sarà pronto a fine 2020: a bassissimo impatto ambientale, moderno e nel segno della lean manufacturing; a realizzarlo aziende locali. Una smart factory, con il polo produttivo affiancato da un centro polifunzionale con un’area dedicata alla sperimentazione, dove verranno individuati «i nuovi modelli per fare fabbrica» e si spingerà ancora di più sulla formazione e sulle persone, che sono il pallino fisso di Bortolami, perché «il mercato del lusso continua a chiedere il benfatto e, contemporaneamente, vive una fase di accelerazione e grande cambiamento».

Qui si inserisce la quinta edizione dell’Academy: dopo due anni di fatica, l’azienda è fra le pochissime ad aver ottenuto dalla Regione Marche il riconoscimento di ente formatore accreditato, «un passaggio non banale che sarà utile anche per il territorio». Nel prossimo biennio, solo la scuola interna farà crescere del 50% gli attuali 142 occupati a Tolentino (90% donne e con età media 30 anni, la più giovane d'Italia, ndr), dando «una spinta importante all’occupazione locale e portando a oltre 200 gli addetti della sede marchigiana di Tigamaro, che ha uno stabilimento anche in Romania e che chiuderà il 2019 con un fatturato previsto di gruppo pari a 14 milioni (+10% sul 2018).

Il paradosso di Bortolami sulla nuova industria manifatturiera della pelletteria è sostenuto dalle modifiche del mercato del lusso: «Il nostro core business non può essere solo la produzione di beni e servizi made in Italy: Tigamaro vende anche tempo», ragione per cui ogni singolo manufatto diventa un algoritmo che consente di programmare modi per realizzarlo il più velocemente possibile, senza per questo modificare gli standard di eccellenza. Tutto questo richiede formazione, qualità, logistica, un processo certificato, che mette in sequenza flussi e azioni regolamentati e che l’imprenditore ha trasformato in un modello di business produttivo e commerciale, tutelato da un diritto d’autore.

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