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TikTok, la Casa Bianca fa marcia indietro sul divieto della app di video-sharing

Trump, intanto, mette al bando investimenti americani in 31 gruppi cinesi vicini alle forze armate, cadono i titoli China Telecom e China Mobile

di Marco Valsania

Schiaffo a Trump, corte Usa sospende blocco TikTok

Trump, intanto, mette al bando investimenti americani in 31 gruppi cinesi vicini alle forze armate, cadono i titoli China Telecom e China Mobile


3' di lettura

L'amministrazione Trump fa marcia indietro su TikTok. Il Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti ha reso noto formalmente che non ha fatto e non farà scattare per ora un divieto che da giovedì notte avrebbe potuto imporre di fatto una chiusura negli Stati Uniti del social media controllato dal gigante cinese ByteDance.

La messa al bando saltata

Il divieto avrebbe impedito a gruppi americani di offrire servizi di hosting o di distribuzione del contenuto di TikTok, che l'amministrazione accusa di potenziale spionaggio e violazione della privacy a vantaggio di Pechino. Nei fatti l'azione avrebbe cancellato la app di video-sharing dai negozi virtuali di Apple, l'App Store, e di Google, Google Play. Era però parso già traballare. Nel comunicare quello che ha definito un rinvio in attesa di ulteriori sviluppi, lo stesso Ministero statunitense ha indicato di voler così rispettare un blocco dell'ordine di chiusura di TikTok arrivato da un tribunale della Pennsylvania. La decisione del tribunale era arrivata a fine ottobre sull'onda di un ricorso contro l'amministrazione portato da tre personaggi di spicco nei video di TikTok, un comico, una stilista e un musicista. Risultato: TikTok, cresciuto molto negli ultimi anni, rimane adesso del tutto funzionante sul mercato statunitense.

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Futuro incerto

TiTok aveva a sua volta presentato una richiesta alla Corte d'Appello di Washington per chiedere tempo in attesa di chiarimenti sul futuro, dopo che l'amministrazione Trump non ha mantenuto contatti con l'azienda per risolvere la crisi. In precedenza la casa madre ByteDance, sotto pressione della Casa Bianca e per evitare lo sbarramento del suo servizio, aveva concordato la trasformazione delle sue attività Usa in una inedita partnership. Il progetto prevede di cedere una quota del 20% a Oracle e Walmart, con Oracle che diventa partner tecnologico negli Usa. Il deal, per il quale Trump aveva segnalato un via libera di massima, non è tuttavia ancora stato completato, in mancanza di chiari input da parte del governo americano mentre anche la Cina non ha finora approvato i termini.

La partita passa a Biden

Il rinvio molto probabilmente lascia la soluzione dell’intera situazione in eredità alla prossima amministrazione democratica di Joe Biden. Questa dovrebbe rimanere a sua volta preoccupata dall'avanzata della Cina e della minaccia per la sicurezza che rappresenta, anche sul fronte digitale e tecnologico. Allo stesso tempo Biden potrebbe però essere più disposto ad approcci diplomatici. L’intesa tra Tik Tok, Oracle e Walmart nel frattempo potrebbe essere destinato a restare nel limbo.

Al bando investimenti Usa su gruppi cinesi

Trump, se si è fermato su Tik Tok, non ha abbassato la guardia su Pechino. Ha fatto scattare un nuovo giro di vite firmando un ordine esecutivo che vieta investimenti americani in 31 grandi aziende cinesi considerate legate alle forze armate del Paese, in particolare società di telecomunicazioni quali China Telecom e China Mobile, i cui titoli sono scambiati anche a New York. Nel mirino sono anche gruppi aerospaziali, di costruzioni e di tecnologia di sicurezza. Non sono chiare le dimensioni di investimenti americani in simili società. Ma la aziende con maggior esposizione a uscite di investitori istituzionali statunitensi hanno sofferto, con China Telecom caduta del 9% e China Mobile del 6% sulla piazza di Hong Kong. In dettaglio l’ordine prescrive che nuove transazioni su simili titoli siano vietate a partire dall’11 gennaio e che attuali investitori in questi gruppi abbiano fino al prossimo novembre per vendere le loro quote.

Paure di sicurezza nazionale

Il consigliere per la sicurezza nazionale Robert O’Brian ha dichiarato che l’azione “protegge gli investitori americani dal rischio di fornire involontariamente capitali che vadano a rafforzare la capacità” dell’apparato bellico e di intelligence di Pechino. Anche in questo caso l'ordine potrebbe essere ritirato o cambiato dalla futura amministrazione Biden, ma strette di sicurezza contro i colossi di Pechino hanno sostegno in Congresso.

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    Marco ValsaniaGiornalista

    Luogo: New York, Usa

    Lingue parlate: Italiano, Inglese

    Argomenti: Economia, politica americana e internazionale, finanza, lavoro, tecnologia

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