Usa

TikTok fa causa all’amministrazione Trump

La app cinese si oppone al bando del presidente degli Stati Uniti sostenendo di non rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale

Trump pronto a bloccare TikTok negli Usa

2' di lettura

TikTok fa causa all’amministrazione Trump per il suo ordine esecutivo che vieta da settembre l’uso dell’app negli Stati Uniti. Nell’azione legale TikTok spiega di non rappresentare una minaccia per la sicurezza nazionale. In un post sul proprio blog, TikTok mette in evidenza di «non avere altra scelta se non quella di proteggere i suoi diritti, i diritti della sua comunità e dei suoi dipendenti». Il social network cinese aveva annunciato l’intenzione di impugnare il bando imposto da Donald Trump che proibisce ogni transazione con questa e la società madre ByteDance.

Gli effetti del bando

Si prospetta così un braccio di ferro giudiziario con il presidente degli Stati Uniti, ma anche una battaglia dai forti toni politici, mossa dalla grave accusa di Tik Tok verso l’amministrazione americana di aver privato la società di un giusto processo. «Anche se siamo in forte disaccordo con le preoccupazioni dell’amministrazione, per quasi un anno abbiamo cercato di impegnarci in buona fede per fornire una soluzione costruttiva», ha detto Josh Gartner, portavoce di TikTok. «Invece abbiamo riscontrato una mancanza di giusto processo mentre l’amministrazione non ha prestato alcuna attenzione ai fatti e ha tentato di inserirsi in negoziati tra imprese privat», ha aggiunto. Sono parole dure e particolarmente pungenti quando ribadiscono una posizione di apertura a fronte di intransigenza e - si sottintende - di interesse commerciale. Uno degli effetti del divieto di Trump sarà infatti di obbligare di fatto TikTok ad una cessione. E sono già in corso negoziati per la vendita della società con potenziali acquirenti, fra cui Microsoft e Oracle.

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Opposizione «politica» alla app cinese

Il bando poi arriva nella veste di ordine esecutivo, ovvero un atto istituzionale che è prerogativa del presidente degli Stati Uniti: in altre parole Trump ha scelto la strada esclusivamente politica per sbarrare la strada a Tik Tok. Il tycoon ritiene ritiene infatti che che la app sia uno strumento di controllo nelle mani del partito comunista cinese, convinzione che ha manifestato a più riprese scagliandosi contro la application che ha fatto breccia fra i giovani di tutto il mondo, descrivendola come una minaccia alla sicurezza nazionale potendo a suo avviso appropriarsi dei dati dei suoi utenti e fornirli al governo cinese. È l’ombra dello spionaggio cinese, delle intrusioni del grande rivale politico e commerciale soprattutto che ha fatto scattare l’allarme alla Casa Bianca. Dopo le dichiarazioni al vetriolo e le accuse via Twitter, il 6 agosto scorso Trump ha emesso il primo ordine esecutivo contro Tik Tok introducendo il bando a ogni transazione con la app nel giro di 45 giorni. Una settimana dopo, con un secondo ordine esecutivo, Trump ha dato alla ByteDance - società cui fa capo la application - 90 giorni di tempo per abbandonare tutti i suoi asset americani e qualsiasi tipo di dato raccolto negli Stati Uniti.

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