L’app milIardaria spaventa gli Usa

TikTok, la piattaforma social che fa litigare Cina e Stati Uniti

L’app scaricata da oltre un miliardo di utenti permette ai teenagers di realizzare video brevissimi. La società che la commercializza è la pechinese Bytedance, valutata 75 miliardi di dollari. Ma non mancano le accuse: dalla diffusione della pedopornografia al rastrellamento dei dati personali

di Biagio Simonetta


Tik Tok pronto a lanciare il proprio smartphone

3' di lettura

Gli ultimi numeri ufficiali risalgono allo scorso giugno, e parlano di un miliardo di utenti in tutto il mondo. Il target più affezionato è quello degli adolescenti, che in pochi mesi l'hanno trasformata in una vera e propria killer app. TikTok è il fenomeno del momento. E non sembra qualcosa di passeggero. È stata l'app più scaricata nell'App Store di Apple per molti mesi consecutivi, secondo la società di ricerche di mercato Sensor Tower. E nel complesso, risulta la terza applicazione più scaricata al mondo nei primi tre mesi del 2019. Più di Facebook, più di Instagram, più di Snapchat. Un autentico crack, all'interno del florido mondo dell'app economy.

Cos'è TikTok
Ma cos'è TikTok? E a cosa serve? È una piattaforma che genera video brevi, da massimo 15 secondi, dove gli utenti improvvisano parodie di film famosi o intonano canzoni, semplicemente usando il playback. Con la sincronizzazione labiale, l'effetto è buffo, e – a giudicare dai risultati - ha una presa enorme sugli utenti. Perché alla fine TikTok piace anche a chi è più scettico: è divertente, strappa sorrisi. Il punto critico, al momento, sembra sul lungo termine. Diversi analisti sostengono ci si stanchi subito. Per ora i numeri non lo dicono.

Chi c'è dietro
Dietro questo nuovo eldorado digitale c'è Beijing ByteDance Technology Co Ltd, meglio conosciuta come Bytedance. Un colosso cinese che nei primi sei mesi di quest'anno avrebbe registrato, secondo dati non ufficiali, un giro d'affari spaventoso: fra i sette e gli otto miliardi di dollari. La società, con sede a Pechino, è stata recentemente valutata 75 miliardi di dollari. E se TikTok continua la sua scalata al mondo social, i numeri sono destinati a crescere. Il guadagno è interamente concentrato sugli introiti pubblicitari. Me nel fortino dell'applicazione cresce a vista d'occhio un altro elemento dal valore inestimabile: i dati di centinaia di milioni di persone.

Come funziona
Il giochino è quello del doppiaggio, dunque. La piattaforma mette a disposizione migliaia di audio di canzoni o film di ogni genere, ricercabili attraverso hashtag. E pochi e semplici strumenti di editing. C'è veramente l'imbarazzo della scelta. L'utente (che in teoria deve avere almeno 13 anni) in pochi secondi può provare a interpretare chiunque: da Bono Vox o Checco Zalone. I piccoli video prodotti vengono pubblicati sul feed principale, e sono disponibili sia ai follower che agli estranei. Per impostazione predefinita, infatti, tutti gli account sono pubblici, sebbene gli utenti possano cambiare il settaggio iniziale. L'app, inoltre, consente di inviare messaggi privati, ma questa funzione è limitata agli “amici”. Anche su TikTok è scoppiata, chiaramente, la follower mania.

I dubbi e le controversie
La storia di TikTok, benché ancora breve, è già ricca di dubbi e controversie. Ad aprile, il governo indiano ha deciso di bannare l'app dagli store di Apple e Google per qualche settimana, con l'accusa di aver contribuito a diffondere materiale pornografico e pedopornografico. Un paio di mesi prima erano stati gli Stati Uniti ad infliggere una multa da 5,7 milioni di dollari alla società madre, per aver raccolto illegalmente dati sui minori. Da qualche giorno, invece, è emerso che il governo americano ha aperto un'inchiesta sull'acquisizione da parte ByteDance di Musical.ly, un'app sviluppata in Cina, che in seguito è diventata TikTok. E lo scorso 5 novembre, è stata convocata un'audizione davanti al senato Usa alla quale nessun membro della ByteDance ha deciso di rispondere presente.

Negli Stati Uniti è opinione assai diffusa che TikTok dia al governo di Pechino l'accesso ai dati su milioni di americani e che censuri i contenuti che il regime non gradisce. Accuse che ByteDance respinge con forza, sostenendo a più riprese che i dati degli utenti non cinesi si trovano su server non cinesi, e che le decisioni su cosa non mostrare agli utenti americani vengono prese in America. Ma la preoccupazione, a Washington, è crescente. Perché dopo un dominio incontrastato da parte delle aziende statunitensi (Facebook su tutte), il mondo dei social network – da sempre miniera infinita di dati personali – è insidiato dalla Cina. Il duello, a questo punto, non è più solo tecnologico.

Per approfondire:
TikTok, il social cinese bussa alla Borsa di Hong Kong
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