guerra tecnologica

TikTok sotto pressione, Trump conferma l’ultimatum al 15 settembre: cessione o verrà bannata

C’è però confusione sulle date e sulla vicenda incombono anche le elezioni presidenziali americane

di Biagio Simonetta

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C’è però confusione sulle date e sulla vicenda incombono anche le elezioni presidenziali americane


3' di lettura

Quattro giorni di tempo, poi sarà bannata. Nella schizofrenica guerra tecnologica in corso fra Stati Uniti e Cina, TikTok ha i giorni contati. L'app di video brevi, di proprietà della cinese ByteDance, è finita nel mirino di Trump da qualche mese, con il tycoon che ha intensificato le mosse soprattutto a inizio agosto, quando ha firmato due ordini esecutivi per colpire e affondare TikTok.

Nelle ultime ore, il presidente americano, è stato molto diretto, e parlando con alcuni giornalisti ha detto che ByteDance ha tempo fino al 15 settembre per decidere le sorti di TikTok US. «Vedremo cosa succederà – ha detto Trump - O la venderanno o la chiuderemo per motivi di sicurezza nazionale». E alla domanda circa l'ipotesi circolata nelle ultime ore di una proroga sulla scadenza dei termini, il presidente americano è stato chiarissimo: «Non sto prolungando alcuna scadenza. L'ultimo giorno disponibile rimane il 15 settembre, e non ci sarà alcuna proroga».

Una vendita pressoché impossibile

Cosa succederà adesso? Di certo le parole di Trump hanno ulteriormente destabilizzato tutto ciò che ruota attorno a TikTok. Da settimane ByteDance ha sul tavolo almeno due proposte. La più interessante è quella di Microsoft (che si avvale anche della partecipazione di Walmart), pronta a rilevare TikTok per quanto riguarda il mercato statunitense, ma anche per quello canadese e australiano. Una proposta da una trentina di miliardi di dollari. La seconda offerte è arrivata da Oracle, ma sembra anche la meno affascinante. Al di là delle proposte, però, la sensazione è che questa cessione, in così poco tempo rimasto a disposizione, sia pressoché impossibile.

Anche perché dallo scorso 28 agosto, in Cina, è in vigore una legge che impone alle aziende tecnologiche cinesi di chiedere una licenza speciale al governo di Pechino prima di cedere attività a società straniere. Un'autentica zavorra, secondo molti imposta da Xi Jinping proprio per impedire che Trump realizzare il suo piano su TikTok così in fretta. Immaginare un accordo fra le parti (USA e Cina) è oggi più che improbabile. L'ipotesi che allora TikTok finisca veramente nella “entity list” americana è molto concreta.

Il caos sulle date

Eppure, mentre Trump conferma l'ultimatum al 15 settembre, c'è molta confusione sulle date che ByteDance dovrà rispettare. Tutto nasce dal fatto che i due ordini esecutivi firmati dal presidente americano contro TikTok portano date diverse. La prima volta che Trump ha intimato a ByteDance di vendere TikTok è stato il 3 agosto scorso, e quel giorno disse di voler concedere alla società cinese del tempo per una cessione fino al 15 settembre, prima di un ban.

Ultimatum confermato nelle scorse ore. Ma i due ordini esecutivi, firmati il 6 e il 14 agosto, sposterebbero il tutto al 20 settembre o addirittura al 12 novembre. È ipotizzabile, allora, che si giocherà molto su questo caos.

Le elezioni USA

Soprattutto tenendo in considerazione l'ordine esecutivo firmato il 14 agosto, che concederebbe a ByteDance 90 giorni di tempo, la faccenda diventa più complessa. Questo eventuale ultimatum, infatti, scadrebbe il 12 novembre, e dunque qualche giorno dopo le elezioni presidenziali americane. Elezioni che se vedessero uscire Trump sconfitto, potrebbero cambiare radicalmente le cose. E forse in Cina sperano proprio che possa essere questa l'ipotesi che si andrà a concretizzare. Allo stesso tempo, Trump ha confermato categoricamente che il vero ultimatum è il 15 settembre, senza se e senza ma. Entro quattro giorni, insomma, scopriremo come andrà a finire.


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