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Tim, addio all’investment grade dopo il declassamento di Fitch a BB+


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(AFP)

2' di lettura

Fitch declassa Telecom Italia a BB+. Il nuovo rating rivede al ribasso il precedente BBB-. L'outlook, ossia le prospettive per i prossimi mesi, è stato fissato a “stabile”. Alla base della scelta il fatto che la società non avrebbe centrato alcune attese dell'agenzia sulla generazione di cassa nel 2018.

Lo scorso ottobre Fitch aveva abbassato a “negativo” il suo outlook segnalando, tra le altre cose, che «l'incremento della pressione competitiva sul mercato italiano con l'ingresso del gruppo francese Iliad potrebbe avere effetti negativi sulla redditività dell'azienda».

In una nota Fitch sottolinea che Telecom non avrebbe raggiunto una soglia fissata da Fitch sui flussi di cassa (il parametro «fund from operations adjusted net leverage»): questo indicatore nel 2018 si è attestato a 4,7 volte e secondo gli analisti è improbabile che scenda entro 2-3 anni sotto la soglia fissata da Fitch per giustificare un rating BBB-.

La pressione concorrenziale sull’Ebitda, i costi di ristrutturazione in corso e il fabbisogno di capitale circolante, rilevano gli analisti, potrebbero limitare la capacità di Telecom Italia di ridurre l'indebitamento nei prossimi esercizi.

Il titolo Telecom Italia prosegue nella fase di correzione post-assemblea e sconta oggi la decisione a sorpresa di Fitch. Le quotazioni arretrano di un altro 0,7% portando a -3,7% il bilancio del titolo dopo l'assemblea degli azionisti del 29 marzo. «La revisione di Fitch è negativa per il mercato e non era attesa. Fitch era finora l'ultima agenzia di rating a esprimere un giudizio ancora investment grade su Tim» osserva una casa di investimento. Telecom Italia ha un rating Ba1 da Moody's (primo livello di non-investment grade per l'agenzia) e BB+ (primo livello di non-investment grade per l'agenzia). Alla base del downgrade l'andamento dei flussi di cassa che è stato inferiore alle previsioni nel 2018.

Secondo l'agenzia, le pressioni competitive che avranno effetto sull'ebitda, i costi di ristrutturazione e il maggior assorbimento di capitale circolante finiranno per limitare la capacità di Tim di ridurre la leva finanziaria organica nei prossimi 2-3 anni. Se da una parte, sul mercato del mobile, Fitch ritiene limitato l'impatto derivante dalla concorrenza di Iliad, dall'altra rileva l'incertezza creata dalla posizione di Open Fiber nelle infrastrutture di linea fissa.

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