ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùTlc

Tim affonda, rilanci per rete «limitati» e lontani da richieste Vivendi

«I miglioramenti annunciati non piaceranno sicuramente a Vivendi - dicono da Banca Akros - e non è certo che entusiasmino il board della società»

di Chiara Di Cristofaro

(ANSA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Brusco scivolone per Telecom Italia a Piazza Affari: il titolo è arrivato a perdere oltre il 5% con un minimo di giornata a 0,294 euro, dopo che le offerte migliorative per la rete presentate da Kkr e Cdp/Macquarie presentate il 18 aprile si sono confermate ancora molto distanti dalle richieste di Vivendi, che ha una valutazione della rete di 31 mld. La cordata Cdp-Macquaire avrebbe offerto 19,3 miliardi rispetto ai circa 18 della prima proposta. L'impatto potenziale sul debito di Tim, potrebbe essere di quasi 17 miliardi. Il fondo statunitense KKr avrebbe offerto 21 miliardi (19 mld + 2 mld confermati come potenziale earn-out in caso di aggregazione con Open Fiber). L'offerta porterebbe a una riduzione del debito di 15,4 mld.

«I miglioramenti annunciati non piaceranno sicuramente a Vivendi - dicono da Banca Akros - e non è certo che entusiasmino neanche il board di Tim». Il miglioramento è «limitato» e la possibilità di una vendita diretta a questo punto non appare elevata, proseguono gli analisti, e altre opzioni potrebbero emergere. Inoltre, il gap limitato tra le due offerte potrebbe anche spiegare perché Tim non ha ancora deciso di procedere in negoziazioni esclusive con una delle due parti. Anche se i miglioramenti sono definiti «ragionevoli», la notizia quindi secondo Akros è neutrale/negativa per il titolo.

Loading...

«Benché ancora lontane rispetto ai desiderata di Vivendi, valutazioni intorno a quota 19 mld euro prima degli earnout potrebbero risultare abbastanza interessanti da indurre il cda a proseguire con le negoziazioni», secondo gli analisti di Intermonte, secondo i quali l'offerta di Cdp/Macquaire appare quella meglio posizionata, «contemplando una maggiore possibilità di abbattimento del debito ma anche più elevate tutele degli aspetti occupazionali (prevede l'accollo del fondo Tfr dei dipendenti per 400 mln) e maggior presidio degli asset strategici (acquisto di Sparkle da parte della sola Cdp». Il debito del gruppo, secondo le stime degli analisti, in questo caso potrebbe scendere in area 4 mld in linea con le indicazioni date nel Capital Market Day. «Le due offerte, per quanto possibile confrontarle in mancanza di dettagli su aspetti valutativi ma soprattutto di rischi di execution del deal e impegni per ServCo - dicono gli analisti di Equita - appaiono ora leggermente superiori alla nostra valutazione di NetCo (18,7 mld, con un deleverage che ipotizzavamo in 16,1 mld)».

Riproduzione riservata ©

loading...

Loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti