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Tim ancora debole, la lettera di Kkr allontana l'ipotesi Opa

Nel documento inviato da Kkr, il fondo avrebbe segnalato le mutate condizioni di mercato rispetto alla proposta indicativa formulata al cda a novembre

di Chiara Di Cristofaro

(IMAGOECONOMICA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Telecom Italia sempre debole a Piazza Affari, con la risposta di Kkr ricevuta dal cda il 4 aprile in tarda serata che allontana sempre di più l'ipotesi di un'Opa. Le azioni sono le peggiori sul FTSE MIB. Nel documento inviato da Kkr, il fondo avrebbe segnalato le mutate condizioni di mercato rispetto alla proposta indicativa formulata al cda a novembre e avrebbe ribadito l`esigenza di una due diligence precedente a qualsiasi offerta vincolante, senza indicare nessuna valorizzazione preliminare per il gruppo.

Dalle ricostruzioni emerge che di fatto la risposta di Kkr sembra far tramontare le ipotesi di Opa sul gruppo, vista la posizione del cda di Tim contraria all'apertura di una due diligence che non fosse semplicemente confirmatoria. La palla passa quindi al cda di Tim previsto per il 7 aprile, dopo l'assemblea. «Si tratta di notizie negative e comunque parzialmente scontate - dicono da Banca Akros - visto che le probabilità implicite di questo accordo ai prezzi attuali erano già molto basse». Il consiglio - scrive Il Sole 24 Ore - potrebbe decidere anche la sostituzione del presidente, Salvatore Rossi, rimasto al suo posto dopo l'uscita dell'ad Gubitosi e i nomi sarebbero quelli dell'attuale presidente Fibercop Massimo Sarmi o anche quello di Roberto Ulissi, direttore affari societari e governance di Eni o, ancora, esponenti di grandi studi legali come Filippo Modulo (Chiomenti) o Luca Arnaboldi (Carnelutti).

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Il cda avrà da discutere anche la manifestazione di interesse formulata da Cvc per il business Enterprise: Il Sole 24 ore riporta una valutazione di Cvc di 6 miliardi per il 100%, ossia 6,5 volte il rapporto Ev/Ebitda 2021. «Ci sembra una valutazione, per quanto preliminare, piuttosto compressa visto il profilo dell'asset (in moderata crescita, con margine intorno al 30% e opportunità legate al Pnrr)», dicono gli analisti di Equita.

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