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Tim, arriva l'accordo sul contratto di espansione, 500 assunzioni

Torna la contrattazione di II livello, abolita in passato dall'azienda

di Simona Rossitto


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2' di lettura


Tim in pole position tra le grandi aziende nell’applicazione del contratto di espansione. Il nuovo strumento, previsto dal Decreto crescita e da poco convertito in legge, è stato pensato per le imprese in ristrutturazione con più di mille dipendenti, e finalizzato anche alle assunzioni. Ieri notte, secondo quanto anticipato da Radiocor, l’azienda di telecomunicazioni ha firmato con i sindacati di categoria (Slc Cgil, Fistel Cisl, Uilcom Uil) l’intesa che prevede 500 assunzioni. Il nuovo strumento, che chiede sacrifici ai dipendenti in chiave espansiva, cioè con l'obiettivo di assumere, si applica a tutti i 42mila dipendenti di Tim in Italia e succede al contratto di solidarietà difensiva che coinvolgeva circa 30mila lavoratori (esclusi soprattutto i tecnici della rete) e contemplava una riduzione dell'orario di lavoro pari a circa due giorni al mese. L'accordo era scaduto a fine maggio scorso.

500 assunzioni entro il 2020, si cercano giovani da formare

Le 500 assunzioni avverranno entro il 2020 e riguarderanno soprattutto giovani da formare per professionalità e figure nuove. Quanto al contratto di espansione, per i lavoratori già coinvolti nella solidarietà difensiva, la riduzione dell'orario di lavoro, sempre secondo quanto si apprende, sarà pari a un giorno e mezzo, per gli altri a mezza giornata. Un punto forte del
contratto di espansione è rappresentato dalla formazione e dalla riconversione professionale, pensate in vista della profonda evoluzione del settore con la conseguenza che alcune figure professionali diventeranno rapidamente obsolete, altre nuove diventano indispensabili per lo sviluppo dell'azienda.


Nella contrattazione di II livello una tantum da 700 euro

L'accordo con i sindacati comprende anche il ritorno in azienda della contrattazione di secondo livello, abolita negli anni scorsi con atto unilaterale di Tim e sostituita con un regolamento interno. La vicenda segnò una spaccatura tra i sindacati, vista la netta contrarietà della Slc Cgil. La nuova intesa prevede, tra l'altro, una 'una tantum' da 700 euro per tutti lavoratori che sostituisce il mancato pagamento del premio di risultato. Il ritorno alla contrattazione di secondo livello, commentano alcuni fonti, segna una normalizzazione dei rapporti in azienda. Sono previsti anche passaggi di categoria e allargamento dello smart working.

I prossimi passi

L'accordo firmato ieri notte, che dovrà passare al vaglio delle assemblee dei lavoratori, dovrà essere ratificato a livello ministeriale intorno ai primi di agosto. La precedente intesa che prevedeva, al fine di gestire 4.500 esuberi individuati, oltre ai prepensionamenti anche la solidarietà difensiva, era stata firmata a giugno dell'anno scorso. Lo strumento della solidarietà, grazie anche alla mediazione del governo, aveva allora sostituito la paventata cassa integrazione.

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