verso una nuova resa dei conti

Tim, assemblea convocata il 29 marzo. Vivendi sul piede di guerra

di Simona Rossitto


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(Bloomberg)

3' di lettura

Un punto a favore di Elliott, com'era prevedibile. Oggi il cda di Telecom Italia, composto per due terzi da consiglieri indipendenti riconducibili al fondo, ha convocato l'assemblea degli azionisti, richiesta dall'altro socio Vivendi, per il 29 marzo. Una decisione insoddisfacente per la media company francese che aveva chiesto l'assise al più presto possibile, entro metà febbraio. L'assemblea era stata richiesta allo scopo di nominare i nuovi revisori, revocare cinque consiglieri in quota Elliott (tra i quali il presidente Fulvio Conti) e nominarne altri cinque tra i quali ex amministratori italiani di Telecom Italia come l’ex amministratore delegato e presidente esecutivo Franco Bernabè e l’ex presidente Gabriele Galateri.

Vivendi: «Se i conti non migliorano chiederemo nuova assemblea in estate» Oggi il cda ha dunque deciso di anticipare l'assemblea sui conti, inizialmente prevista per l'11 aprile ma non ancora convocata, al 29 marzo e di esaminare, contemporaneamente, le richieste di Vivendi. Immediata la reazione della media company francese che ha fatto sapere di considerare «deplorevoli le tattiche volte a perdere tempo utilizzate dai membri del consiglio di amministrazione di Telecom Italia (Tim) nominati da Elliott, che hanno deciso di rinviare l'assemblea degli azionisti al 29 marzo, contrariamente a quanto previsto dallo statuto della societa' e dal Codice Civile italiano». E c'è di più: «Se i risultati finanziari e di governance della società non migliorano in modo significativo - annuncia la nota – Vivendi si riserva il diritto di richiedere la convocazione di una nuova assemblea degli azionisti in estate».

Elliott, il tentativo di Vivendi ha scarse possibilità di successo
La richiesta di Vivendi di revocare cinque amministratori in quota Elliott per sostituirli con altri, che sarà decisa all'assemblea del 29 marzo, «rappresenta» l'ennesimo tentativo del gruppo francese «di riprendere il controllo di Tim per tornare a gestire la società nel proprio interesse individuale. Elliott è tuttavia fiduciosa che questo intento abbia scarse possibilità di successo anche laddove Vivendi perseverasse nei suoi tentativi». Lo afferma il fondo in una nota aggiungendo che «gli azionisti indipendenti, i dipendenti, le Autorità di controllo e i clienti di Tim chiedono stabilità e, in questo momento storico, un conflitto sull’elezione del consiglio di amministrazione della società, non risponde ad altri interessi se non a quelli circoscritti di Vivendi». Elliott «ha cercato molte volte di avviare un dialogo costruttivo con Vivendi per appianare i contrasti e andare oltre le mere prese di posizione pubbliche. Tutti i tentativi di Elliott sono tuttavia rimasti senza risposta. Elliott rimane aperta a un dialogo costruttivo».

Il presidente Conti: «Il codice civle non prevede un limite temporale»
Secondo il codice civile, su richiesta di un socio con oltre il 5%, l'assemblea va convocata «senza ritardo». Già nei giorni scorsi il gruppo d'Oltralpe aveva accusato i consiglieri riconducibili a Elliott, compreso il presidente, di attuare «tecniche dilatorie», puntando il dito soprattutto sul ruolo del presidente. Non è tardata la risposta del presidente Conti: «Il mio lavoro – ha detto con una nota - e' rivolto agli interessi di tutti gli azionisti, e rispettando l'azionista con il 24%, non posso trascurare di tenere in considerazione il restante 76 per cento». E ancora:«Il Codice Civile, a differenza di quanto dichiarato dal portavoce di Vivendi, non prevede un limite temporale per la fissazione della data in cui si dovra' tenere l'assemblea, ma affida al consiglio di amministrazione la determinazione di una data corretta per la celebrazione dell'assemblea che contemperi opportunamente tutti gli interessi in gioco». Quella data, secondo la maggioranza del cda che si è riunito oggi, è il 29 marzo.

Dopo l’assemblea del 4 maggio, nuova resa dei conti il 29 marzo
La prossima resa dei conti tra i due soci principali di Tim avverrà dunque il 29 marzo, quando l'assemblea voterà sulle richieste di Vivendi. A parti inverse, dopo cioè che il fondo aveva chiesto la revoca di consiglieri in quota Vivendi che si erano dimessi in massa, all'assemblea del 4 maggio che votò sulle due liste di maggioranza concorrenti, vinse il fondo Elliott.

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