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Tim in calo, poche chances per offerta Cdp su rete e riassetto verso reset

Il mercato azionario valuta lo stop del governo Meloni al memorandum di Cdp sulla rete Tim ma ancora non crede a un piano B fatto da un'opa totalitaria sul gruppo

di Andrea Fontana

(REUTERS)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Il mercato azionario valuta lo stop del governo Meloni al memorandum di Cdp sulla rete Tim, ma ancora non crede a un piano B fatto da un'opa totalitaria sul gruppo delle telecomunicazioni: per questo le azioni Telecom Italia hanno aperto la settimana con una flessione arrivata anche oltre il 2%. Nel weekend le indiscrezioni di stampa hanno riportato la volontà del nuovo esecutivo di frenare sul progetto originario dell'acquisto da parte della cordata guidata da Cassa Depositi e Prestiti della rete infrastrutturale di Tim per arrivare a una combinazione con Open Fiber: la scadenza fissata per il 30 novembre per formulare una offerta per l'asset non dovrebbe essere rispettata e il governo intende valutare altre opzioni. In campagna elettorale Fratelli d'Italia, e in particolare l'attuale sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alessio Butti, che si sta occupando del dossier Tim, hanno supportato il cosiddetto «progetto Minerva», un'operazione che prevede un'opa totalitaria su Tim guidata da Cdp e un successivo break-up degli asset: la reazione del mercato allo stop al memorandum di Cdp non sembra al momento indicare che gli investitori credono a tale scenario nel breve termine.

Secondo Banca Akros gli ultimi sviluppi della vicenda sono negativi perché segnalano che l'azienda è limitata nelle sue azioni dalle scelte politiche e questo influenzerà anche l'eventuale cessione di altri asset. Per Banca Imi, lo stop a Cdp fa ripartire da capo il percorso di ristrutturazione e di deleverage di Tim ma il timing di una strada alternativa dovrà fare i conti anche con la situazione finanziaria del gruppo in una fase caratterizzata da forte competizione sul mercato domestico e da uno scenario di tassi di interesse in aumento.

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«Rimane chiaramente sul titolo un appeal speculativo, viste le indicazioni del governo di voler riportare il controllo statale sulla rete e le indiscrezioni sul possibile lancio di un`offerta pubblica su Tim nell`ambito del progetto Minerva - osserva Equita Sim - La rinuncia a dare esecuzione al Memorandum of Understanding a nostro avviso è però una notizia negativa per il titolo in quanto si rimanda ancora una volta una decisione su temi molto importanti e impellenti per il gruppo (riduzione del debito, valorizzazione della rete fissa, reperimento di nuove risorse per lo sviluppo degli asset ex-rete), azzerando un piano lungamente negoziato e analizzato per privilegiare percorsi alternativi ancora da mettere a punto». Per Intermonte il lancio di un'opa totalitaria su Tim sembra la soluzione preferibile e più market friendly visto che tutelerebbe gli azionisti di minoranza con un premio in contanti senza esporli ai rischi di esecuzione del piano di break-up e della vendita delle altre attività.

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