ai vertici

Tim, caos sul nuovo ad. Diviso anche il fronte della sfiducia a Genish

di Monica D'Ascenzo e Alberto Annicchiarico

Alfredo Altavilla al suo arrivo in occasione di un Cda Tim (Ansa)

2' di lettura

«In merito alla nomina del nuovo amministratore delegato di Tim, l'azienda informa che le attività volte alla preparazione delle deliberazioni che saranno assunte dal consiglio di amministrazione del prossimo 18 novembre sono in corso». Così un comunicato di Telecom Italia al termine del Comitato nomine e remunerazioni che si è riunito oggi. I due nomi più accreditati come successori di Amos Genish sono quelli di Alfredo Altavilla e Luigi Gubitosi.

Questa mattina Telecom, mentre si rincorrevano voci di nomina di Luigi Gubitosi come amministratore delegato, precisava che «il comitato nomine e remunerazione è tuttora in corso e qualsiasi determinazione è totalmente prematura». La decisione sulla nomina del nuovo amministratore delegato «spetta al consiglio di amministrazione convocato il prossimo 18 novembre» sottolineava il gruppo.

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Il clima resta caratterizzato da una grande confusione, che certamente non giova all’azienda. «È ironico che le persone che hanno lavorato insieme per rimuovere Amos Genish ora stanno lottando per contendersi il suo posto mentre la società è nel caos», è stato il commento in ambienti vicini a Vivendi sull'esito del comitato nomine di Tim. Mentre era in corso il comitato si erano anche diffuse indiscrezioni sulle agenzie stampa della imminente nomina a ceo di Luigi Gubitosi (che è consigliere di amministrazione indipendente del gruppo 24 Ore, ndr). In particolare l’AdnKronos ha scritto:

Il comitato nomine e remunerazioni, è importante ricordarlo, ha solo parere consultivo, l’ultima parola sarà del consiglio di amministrazione di domenica, che vedrà, con ogni probabilità, un nuovo scontro tra i dieci consiglieri vicini al fondo Elliott da una parte e i cinque consiglieri Vivendi dall’altra. Non è detto però che il fronte compatto di Elliott lo sia davvero e non possa registrare delle defezioni rispetto alla soluzione voluta dal fondo, che sarebbe un ticket con Alfredo Altavilla nel ruolo di amministratore delegato e Stefano De Angelis in qualità di direttore generale o chief operating officer. Lo stesso De Angelis, ex ceo di Tim Brasil, che al rientro in Italia dopo l’estate ha lasciato il gruppo perché nell’organigramma, disegnato dall’ex ad Amos Genish, non sembrava esserci posto per lui.

Intanto è di questa mattina la notizia pubblicata da Radiocor - Il Sole 24 Ore, della vendita da parte dello stesso Genish di un pacchetto di azioni Tim da 500mila euro chiudendo la sua posizione sul titolo. L’operazione è avvenuta giusto un’ora dopo la sua sfiducia.

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