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Tim in coda al Ftse Mib di Piazza Affari, pesa il taglio del rating Fitch

L'agenzia di valutazione punta il dito sulla mancanza di una decisa riduzione del debito nel 2022. Resta da risolvere il nodo sulla rete

di Eleonora Micheli

(ANSA)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Telecom Italia ancora sotto pressione a Piazza Affari. Mentre gli investitori si interrogano sulle mosse del Governo, ieri sera è arrivato l'annuncio del declassamento di Fitch sul debito dell'azienda. La società di rating ha rivisto al ribasso il giudizio (a BB- da BB), confermando l'outlook negativo. In verità Fitch si è accodata alle decisioni già prese dalle altre agenzie, collocando per altro il giudizio di un ‘notch’ sopra quello di S&P (B+/negativo, rating, rivisto il 14 ottobre) e di Moody’s (B1/ negativo, rivisto il 21 luglio). Gli esperti di Fitch hanno puntato l’indice sulla mancanza di una decisa riduzione del debito nel 2022 da parte della compagnia, oltre che sull’impatto del deterioramento del contesto macroeconomico. Secondo gli esperti, inoltre, non aiuta l’incertezza sul futuro della rete. Fitch ha anche evidenziato la minore liquidità a disposizione dell’azienda di tlc per far fronte alle prossime scadenze sul debito di 3,4 miliardi nel 2023 e 4,5 miliardi nel 2024.

Nel report l'agenzia di rating ha assunto che il fatturato domestico di Tim nel 2022 calerà del -5,7% e nel 2023 del 3%, prima di stabilizzarsi nel 2024. L’ebitda margin si attesterà quest’anno al 38,5%, l’anno venturo al 38,6% e al 2024 al 38,9%. Le maggiori efficienze sui cash cost e l’aumento dei prezzi per l’inflazione saranno compensati da maggiore concorrenza e pressioni inflattivi sui costi. Il rapporto tra debiti netti ed ebitda a fine anno dovrebbe essere di 4,3 volte. Fitch, inoltre, mette in conto che nel periodo 2022-2024 la società non distribuirà alcun dividendo nemmeno sulle risparmio.

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Iliad cresce ancora in Italia

A impattare su Tim sono anche i conti trimestrali diffusi la vigilia da Iliad e Vodafone Italia, che hanno messo in evidenza l'andamento della concorrenza. Numeri alla mano, se Vodafone è risultata ancora sotto pressione, la società di Xavier Niel è invece cresciuta ancora in Italia. Gli analisti, comunque, hanno evidenziato che sembra sfumare l'aggressiva strategia delle aziende di conquistare quote di mercato con l'abbassamento dei prezzi. In particolare Iliad ha recentemente ritoccato al rialzo le tariffe e alla fine, nel trimestre terminato a fine settembre, ha conquistato meno clienti delle attese (86mila nel segmento business to business). «Per Iliad la performance acquisitiva sul fisso ci sembra ancora lontana dal raggiungimento di una massa critica in Italia e non escludiamo maggiori difficoltà per l’operatore nel guadagnare market share», hanno commentato gli analisti di Intermonte. Anche per Intesa Sanpaolo alla fine i numeri .avranno un impatto neutro sul comparto delle tlc.

Rimane il rebus sulla rete

Rimane inoltre il rebus sul futuro della rete, con il governo intenzionato ad arrivare a una rete unica a controllo pubblico, ma senza specificare la modalità. Se nei giorni scorsi si scommetteva sul lancio di un'opa da parte di Cdp, nelle ultime ore è tornato a essere considerato più probabile il progetto di integrazione della rete Open Fiber con quella Tim attraverso l'acquisto dell'infrastruttura da parte di Cdp, come indicato nel MoU firmato nelle scorse settimane.

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