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Si ferma la corsa di Tim mentre sale l'attesa per il cda ad alta tensione di venerdì

Il nodo delle posizioni politiche e la freddezza del socio Vivendi sotto la lente del mercato

di Stefania Arcudi

(Reuters)

2' di lettura

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - All'indomani di un +30,2% che ha portato Telecom Italia a chiudere a 0,4513 euro per azione nella seduta di lunedì 22 novembre e dopo un avvio tonico, si ferma la corsa del titolo che si allontana dal prezzo di 0,505 euro che Kkr sarebbe pronta a sborsare per acquistare il 100% del gruppo delle telecomunicazioni. Anche se Vivendi, azionista di riferimento ha già bollato la potenziale proposta come insufficiente (valuterebbe la società a circa 11 miliardi di euro), il titolo continua la sua cavalcata ed essere arrivato in avvio di seduta fino a un massimo 0,4723 euro (+4%), il massimo intraday dal 5 marzo 2020, con la capitalizzazione che sale ulteriormente a 9,8 miliardi di euro circa, contro i 9,7 di ieri e i 7,5 circa di venerdì.

La partita è comunque ancora molto lunga e complessa e, come fanno notare gli osservatori, restano molte incognite da risolvere, innanzi tutto sulla posizione di Vivendi, che per il momento si mostra molto fredda all'ipotesi di cessione della propria quota, e poi sulle scelte del Governo italiano, in particolare sull'eventuale ricorso al Golden Power, per altro già invocato da molte forze politiche visto che si tratta di un'infrastruttura strategica del Paese. Del resto, come sottolinea Equita, proprio l'opposizione dei partiti politici è «uno dei punti più critici per la fattibilità dell'operazione».

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Le dichiarazioni più esplicite sono state quelle del leader della Lega, Matteo Salvini, che si è chiaramente detto contrario all'idea del break-up societario (valorizzazione dei singoli asset) e considera necessario un cambio del vertice manageriale, una posizione che appare molto vicina a quella di Vivendi. Meno nette le posizioni degli altri partiti di Governo, dal Pd, che chiede di tutelare i cittadini ed evitare condizionamenti esteri sulla rete, spingendo per un progetto che porti a una rete unica a controllo pubblico, ai Cinque Stelle e Forza Italia, che chiedono al Governo di comunicare in parlamento l'evoluzione della situazione. «Tra gli altri spunti, emerge il fatto che il cda di domenica 21 novembre non ha dato mandato al Ceo di trattare con Kkr e che quindi ad oggi non è partita la due diligence richiesta dal fondo. Il consiglio di venerdì 26 novembe, richiesto dalla maggioranza dei consiglieri per la review delle strategie aziendali e che poteva essere il momento per un confronto con il Ceo, dovrà quindi ora valutare anche come procedere con Kkr, nominando gli advisor e avviando la negoziazione», spiega Equita. Ad ogni modo, stando a indiscrezioni di stampa, vista la delicatezza della situazione il tema potrebbe essere rimandato.

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