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Tim e Gedi vendono Persidera a F2i ed Ei Towers per 240 milioni

di Simona Rossitto e Andrea Fontana

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Luigi Gubitosi, amministratore delegato di Tim


3' di lettura

Tim e Gedi hanno raggiunto un accordo vincolante con F2i ed Ei Towers per la cessione delle partecipazioni detenute nella società delle frequenze digitali Persidera, pari rispettivamente al 70% e al 30% del capitale, sulla base di un enterprise value pari a 240 milioni. In Borsa le azioni Tim guadagnano circa l'1,5%. L’operazione, soggetta all’autorizzazione delle autorità competenti, prevede che entro il closing stimabile indicativamente, nell’ultimo trimestre 2019, venga effettuata la scissione di Persidera in due separate entità: una che rimarrà titolare delle 5 frequenze del digitale terrestre, relativi contratti attivi e personale e la seconda nella quale confluirà l’intera infrastruttura di rete ed il relativo personale. F2i acquisirà l'intero capitale della nuova Persidera mentre EI Towers, partecipata del fondo, acquisirà il 100% della nuova società di infrastruttura di rete. Complessivamente nel 2018 le attività di Persidera hanno portato ricavi per 76,1 milioni (72,1 un anno fa): il margine operativo lordo è stato di 39,5 milioni di euro e l'utile netto di 14,4 milioni. L'utile 2018 è stato interamente distribuito ai due azionisti a fine marzo.

Il gruppo editoriale Gedi incassa 74,5mln
L'accordo comporta un corrispettivo per Gedi pari a 74,5 milioni di euro. Il ricavo della vendita sarà utilizzato da Gedi, secondo quanto apprende Radiocor, per rimborsare la linea di credito e per nuovi investimenti in chiave di sviluppo.
Il ricavo di Gedi comporta una minusvalenza di 16,9 milioni di euro, e si colloca nella parte alta della forchetta prevista dagli analisti che indicavano un valore tra 70 e 74 milioni di euro. Gedi, sulla base del diritto di prelazione vantato sulla quota di Tim, aveva in passato bloccato la vendita della società di Persidera a Rai Way in tandem proprio con F2i.

I benefici finanziari dell'operazione per Tim
F2i (assistita come advisor da Natixis) acquisirà l’intero capitale della nuova Persidera mentre EI Towers acquisirà il 100% della nuova società di infrastruttura di rete. Secondo quanto riportato da Radiocor, gli asset destinati ad andare a Ei Towers sono 25 torri di trasmissione e la gestione di 900 siti che ospitano i trasmettitori di Persidera. L’impatto complessivo atteso sulla riduzione della Pfn del gruppo nel 2019 è pari a circa 160 milioni, importo che comprende il corrispettivo da incassare al closing per la partecipazione del 70%, i dividendi distribuiti dalla società e l’effetto del deconsolidamento del debito Persidera. Tale operazione, che segue quanto comunicato lo scorso 21 febbraio in occasione della presentazione del piano industriale Telecom Italia, «si inquadra in un contesto di razionalizzazione del portafoglio e di focus sulle attività core ed è coerente con il progetto di valorizzazione della società perseguito da Tim e Gedi sin dalla creazione della partnership, realizzata nel 2015 tramite l’integrazione delle rispettive frequenze televisive e relative attività».

Da Sky a Discovery, oltre 20 i canali "ospitati" da Persidera
Al 31 dicembre 2018 le frequenze di Persidera ospitavano canali di sette operatori televisivi: Real Time, Dmax, Giallo, K2, Frisbee, Motor Trend e Nove del gruppo Discovery; Cielo, SkyTg24 e Tv8 di Sky Italia; VH1, Paramount Channel, Spike di Viacom; Super! e Alpha di De Agostini Editore; Pop e Cine Sony di Sony; Rtl102.5, Radio Freccia e Radio Zeta di Rtl; Tv2000.

F2i: «avanti nella creazione di un operatore infrastrutturale indipendente»
«F2i con questa operazione prosegue il percorso iniziato con l'acquisizione di EI Towers, volto alla creazione di un operatore infrastrutturale indipendente e neutrale, aperto alla collaborazione con i broadcaster nazionali e internazionali». Così Renato Ravanelli, amministratore delegato del fondo F2i, ha commentato l'accordo raggiunto con Tim e Gedi per l'acquisizione di Persidera. "L'operazione - ha aggiunto - pone inoltre le basi per il consolidamento del settore al fine di favorirne la razionalizzazione secondo standard europei e una rapida ed efficiente transizione verso le nuove tecnologie del digitale terrestre (DVBT 2)».

(Il Sole 24 Ore Radiocor)

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