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Tim e Ericsson, alleanza sul 5G per la rete di ultima generazione

Telecom sceglie il colosso svedese per realizzare la parte «core» del suo network

di Andrea Biondi

Colosso svedese. Telecom Italia sceglie Ericsson per il suo network 5G di nuova generazione

3' di lettura

Tim sceglie Ericsson per la parte core della sua nuova rete 5G “standalone”, quella completamente di nuova generazione. A quanto Il Sole 24 Ore è in grado di anticipare, le due società hanno deciso di unire le forze, con Tim che ha deciso di fare affidamento sulla multinazionale svedese delle infrastrutture per le Tlc per realizzare la parte “core” del suo network 5G. «Questa nuova partnership con Tim – spiega al Sole 24 Ore Andrea Missori, amministratore delegato di Ericsson in Italia – permetterà di trarre il massimo vantaggio dal 5G, a beneficio sia dei consumatori sia delle imprese, e contribuirà ad accelerare la trasformazione digitale del Paese». È infatti con il 5G standalone, aggiunge Missori, «che si potranno attivare una serie di servizi di nuova generazione che necessitano di alte prestazioni, bassa latenza e massima sicurezza».

La scelta

A quanto ricostruito, Ericsson ha prevalso su Nokia, Cisco, Mavenir e Affirmed Networks. Tutto questo in un quadro in cui fra Tim e Huawei, grande competitor di Ericsson sul 5G, il rapporto si è andato sfilacciando nel corso del tempo. Del resto le richieste ai vendor extracomunitari, con tutta la disciplina del Golden Power e del perimetro cibernetico, di per sé rappresentano un aggravio non da poco per gli operatori. Il dover ovviare a obblighi documentali aggiuntivi in questa fase hanno sicuramente impattato sulla volontà di Tim.

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Quanto alla rete 5G “standalone”, un numero crescente di operatori, in diversi mercati, sta implementando reti di questo tipo. Secondo il Mobility Report di Ericsson, oggi più di 35 sono gli operatori che hanno già lanciato reti 5G native su un totale di oltre 224 reti 5G (di ogni tipo) commerciali operative in tutto il mondo. Si parla di T-Mobile negli Usa; Vodafone in Germania; China Mobile, China Telecom, KT, Singtel in Asia. La Cina e il Nord America sono stati i primi mercati in cui è stato lanciato il 5G standalone, seguiti da lanci commerciali in altri mercati tra cui Australia, Giappone, Corea del Sud, Singapore, Thailandia, Germania e Finlandia. Ericsson ne ha il 60%.

La governance e il cda

Fatto l’accordo fra Tim ed Ericsson ora occorrerà capire i tempi d’implementazione. Ma intanto l’ex monopolista ha chiuso questa intesa in un momento che vede la società al centro di tutta una serie di questioni da risolvere. A quanto risulta, un intervento della Consob ha portato al chiarimento di ieri sulle dimissioni del consigliere Frank Cadoret che, scrive la nota Tim, «ha comunicato che le sue dimissioni sono motivate da ragioni personali». I consiglieri da rimpiazzare sono ora due dopo l’uscita a settembre di Luca de Meo. E il Comitato nomine sarà chiamato evidentemente a sciogliere il nodo prima del Cda straordinario che, nei piani, dovrebbe tenersi il 30 novembre. Ai nomi che si sono fatti in queste settimane si è ora aggiunto come rumor quello di Stefano Siragusa, ex top manager uscito da Tim ad agosto.

Il conto alla rovescia

Al di là dei nomi il nodo governance è da tempo all’attenzione con gli scontri neanche più tanto sotterranei fra Vivendi (di cui Cadoret era espressione sebbene eletto nella lista del management) e il presidente Tim Salvatore Rossi. Tutto questo mentre si fa sempre più cogente il conto alla rovescia per la presentazione dell’offerta da parte di Cdp sulla “Netco”. «Il piano che abbiamo presentato ha un determinato percorso che stiamo portando avanti: se poi ci sono soluzioni al di fuori di quello che può essere fatto dal management non sono io che devo decidere», ha spiegato l’ad Tim Pietro Labriola. Insomma: chi volesse fare un’Opa dovrà «dichiararlo formalmente».

Intanto ieri Elisabetta Romano, chief network operations & wholesale officer di Tim, ha lasciato la guida di Sparkle a Enrico Maria Bagnasco, cooptato in cda in cui Elisabertta Romano continuerà a esserci.

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