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Tim, F2i muove su Persidera ma guarda anche alle torri tlc

di Antonella Olivieri

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(REUTERS)


3' di lettura

In Telecom torna la tradizione di riunire il consiglio a Torino, dove si trova il laboratorio della compagnia telefonica e dove normalmente si discute di tecnologia: l’appuntamento è per lunedì 6 maggio. Oltre a trattare questioni di governance, il cda dovrebbe fare il punto sulle operazioni in cantiere, a partire da Persidera.

I consiglieri Telecom non si sono più riuniti da metà marzo, da prima cioè dell’assemblea che ha segnato una tregua tra Vivendi e Elliott che ha scalzato il primo azionista dalla maggioranza del board. Ma, a quanto risulta, l’ultimo esposto inoltrato dal ceo della media company transalpina, Arnaud de Puyfontaine, non avrà seguito. Non è nemmeno certo che la “denuncia” di informazioni al mercato diverse da quanto deliberato debba ancora essere discussa in cda. Tra i temi di governance c’è la questione dei fratelli di due consiglieri della maggioranza Elliott - Dante Roscini e Rocco Sabelli - che lavorano nel gruppo.

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Su Persidera invece l’attesa è per il via libera definitivo se si sarà materializzata l’offerta vincolante di F2i, attesa per una valorizzazione complessiva della società dei mux (canali per la trasmissione tv in digitale terrestre) di 230-235 milioni. Per Telecom - che ha il suo 70% in carico a 133,18 milioni - si tratterebbe di portare a casa una trentina di milioni di plusvalenza e chiudere una dismissione che era da tempo in cantiere, anche se non ci sono al momento obblighi regolamentari di procedere alla vendita, considerato che il problema era il ruolo di direzione e coordinamento di Vivendi (esposta anche su Mediaset che detiene cinque mux) che ora è venuto meno. Gedi, che ha il restante 30%, ha invece in carico la partecipazione a 91,5 milioni - equivalente a 305 milioni per il 100% della società - e dovrà decidere il da farsi, visto che cedendo la propria quota subirebbe una minusvalenza di una ventina di milioni.

Non è sullo stesso tavolo, ma F2i si potrebbe porre anche come interlocutore finanziario nel negoziato in corso tra Telecom e Vodafone al fine di mettere a fattor comune le torri per la telefonia mobile e condividere antenne e investimenti per il 5G. Un’ipotesi - che al momento non trova riscontri concreti - è che il fondo guidato da Renato Ravanelli possa entrare con una quota di minoranza nella newco cui trasferire la partecipazione di maggioranza di Inwit ripartita a metà tra Tim e Vodafone. Si tratterebbe per il fondo di un modo di partecipare a un processo di consolidamento infrastrutturale, e per le due compagnie - entrambi i gruppi dispongono di 11mila torri - di mitigare le tematiche antitrust. All’operazione guarda con interesse anche Cellnex che però è un concorrente diretto nelle torri di tlc. F2i ha recentemente rilevato il 60% di Eitowers che ha come asset principale le torri tv per il digitale terrestre, ma ha anche un migliaio di torri di tlc che potrebbe conferire alla nuova aggregazione. L’obiettivo prioritario è comunque quello industriale e, a quanto risulta, Telecom e Vodafone vorrebbero finalizzare l’operazione entro giugno.

Sul fronte Telecom-Open Fiber non si registrano invece sviluppi particolari, ma probabilmente nel cda di lunedì si farà il punto anche sullo stato dei contatti in corso per la rete in fibra.

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