TLC

Tim, giovedì in cda Recchi lascia le deleghe sulla sicurezza

di Antonella Olivieri

Giuseppe Recchi (Ansa)

3' di lettura

Giuseppe Recchi rimette le deleghe su sicurezza e Sparkle, che si era dichiarato indisponibile a mantenere sin dal 25 gennaio quando si è trasferito ad Amsterdam come ad di Affidea. Il consiglio Telecom è preallertato per giovedì 22, dopo che sarà scaduto il termine per eventuali altre richieste di aggiornamento dell’ordine del giorno dell’assemblea del 24 aprile, oltre a quella già avanzata dal fondo Elliott per la revoca di sei amministratori. In quella sede si dovrà dunque trovare la soluzione che non è stata individuata nei quasi due mesi che sono trascorsi da quando si è posto il problema. Oltretutto in un contesto che si è fatto più complicato per l’irruzione sulla scena del fondo attivista e l’infrazione, formalmente contestata, dell’interim su Sparkle all’ad Amos Genish, che, in quanto cittadino straniero, non può avere il necessario nulla osta di sicurezza, rilasciato dal Dis.

Con l’arrivo in Telecom di Stefano Siragusa, nominato lunedì nuovo chief infrastructures officer, si è concluso l’interim all’ad sulla funzione aziendale che sovrintende a Sparkle, la società dei cavi internazionali dichiarata strategica per la sicurezza e difesa nazionale. La questione tuttavia non è risolta perchè, con la rinuncia alle deleghe di Recchi, non c’è nessun italiano nel board che possa rilevarle. L’unico consigliere in possesso di Nos, oltre a Recchi, è l’ex ceo Franco Bernabè, che però del consiglio è il lead independent director e accettando deleghe perderebbe indipendenza e ruolo. L’ipotesi non è comunque sul tavolo dato che altrimenti sarebbe già stata spesa.

Loading...

Potrebbe essere preso in considerazione l’ingresso di Siragusa nel board, cosa possibile solo se uno dei cinque consiglieri non indipendenti si dimettesse per fargli spazio. Poi però, non potendo rispondere a se stesso, l’unica soluzione sarebbe di riportare al consiglio collegialmente, ma escludendo gli stranieri. Cosa un po’ complicata. La via più semplice sarebbe quella di cooptare in consiglio un italiano già munito di Nos. Dovrebbe sempre dimettersi uno dei consiglieri stranieri non indipendenti. Oltre al presidente Arnaud de Puyfontaine (che ha già preannunciato la sospensione delle sue deleghe) e all’ad Amos Genish, ci sono i due manager di Vivendi, il cfo Hervé Philippe e il capo del legale Frédéric Crepin: a logica dovrebbe essere uno dei due a farsi da parte.

La complicazione ulteriore del contesto è che il comitato governativo previsto dal decreto golden power per interfacciare con Telecom è stato costituito, si è insediato, e sta già lavorando attivamente. Tant’è che è da lì, dal comitato ad hoc di Palazzo Chigi, che sarebbe partita la lettera che rileva l’infrazione su Sparkle aprendo l’iter sanzionatorio. Telecom, prima di arrivare alla definizione della sanzione, ha modo di presentare le sue controdeduzioni e - a detta degli esperti - anche di evitare i provvedimenti, “sanando” la situazione contestata. Un puzzle, come si vede, non di facile composizione. Ma, se non si troverà la quadra - e a questo punto in tempi rapidi - il rischio che corre Vivendi è molto serio.

Infatti, in caso di violazione delle disposizioni sul golden power, la legge prevede misure anche estreme, come la nullità degli atti - potenzialmente risalendo fino a inizio maggio quando si è insediato il consiglio Telecom a maggioranza francese - o la sterlizzazione dei diritti di voto del soggetto al quale è attribuito il controllo.

In quest’ultimo scenario, il gruppo presieduto da Vincent Bolloré si troverebbe con le mani legate il 24 aprile ad assistere al verdetto del mercato sulla revoca dei sei consiglieri additati da Elliott. Fermo restando che si voterebbe nome per nome, i consiglieri di cui è stata chiesta la revoca sono: De Puyfontaine, Philippe, Crepin, Recchi e le (formalmente, secondo il fondo) indipendenti Félicité Herzog e Anna Jones.

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti